E ora chi seguirà la vicenda: il comandante Fazio o il dirigente Fazio?

altLa riflessione
di Emanuele Caso

La vicenda del ristoratore di Breccia e dei 10 centimetri “galeotti” della sua insegna porta con sé risvolti che vanno ben al di là del caso già paradossale di suo (possibile che, con tutti i problemi del commercio a Como, un francobollo appeso a un cielo di quartiere possa costituire una priorità, pur senza negare eventuali irregolarità da sanare?). Il punto è che la vicenda – ancora una volta – mette in luce l’incredibile pasticcio compiuto a Palazzo Cernezzi con la nomina del dirigente

Giovanni Fazio (già a capo dei settori Informatica e Commercio) a comandante della polizia locale di Como.
Forse qualcuno ricorderà che, pochi giorni fa, questo giornale diede conto di una sentenza del Consiglio di Stato pronunciata il 14 maggio 2013. Il caso specifico riguardava la riorganizzazione del personale in un Comune toscano, ma gran parte dell’inchiostro dei giudici venne dedicato al tema di chi e perché, in un’amministrazione pubblica, può o non può fare il comandante dei vigili. Ebbene, quella sentenza (che ha valore assoluto per ogni caso simile) affermava senza possibilità di dubbio che un comandante della polizia locale non può che essere un interno al Corpo e non un dirigente di altro settore. Inoltre, i giudici hanno sentenziato che tra i fattori che devono evitare assolutamente l’assommarsi di più incarichi nella figura di un comandante dei vigili spicca il rischio di «conflitti di interesse». Peraltro, alla nostra richiesta scritta inoltrata agli uffici di Palazzo Cernezzi per ottenere l’indicazione precisa su quale legge o quale norma permetta di considerare un incarico pro-tempore come quello affidato a Giovanni Fazio a Como come superiore rispetto a una sentenza del Consiglio di Stato, la risposta è stata questa: «Le questioni poste dal Consiglio di Stato sono note e sono state affrontate; il nostro ordinamento, tuttavia, richiede la necessità di un ruolo dirigenziale ai vertici della polizia locale». Il nulla, insomma.
Ora, quindi, in una situazione di apparente illegittimità formale e sostanziale, figlia di una scelta politica infelice e passibile di ricorsi, ci piacerebbe avere queste altre risposte dal Comune: nel caso del ristoratore di Breccia, chi seguirà la vicenda? Il comandante pro-tempore della polizia locale, Giovanni Fazio, che manda gli agenti a contestare i 10 centimetri? O il dirigente al Commercio, Giovanni Fazio, che dovrebbe seguire l’iter della pratica?

Nella foto:
Il comandante pro-tempore dei vigili e dirigente al Commercio, Fazio

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.