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E sotto la funicolare continua a regnare l’anarchia

L’altro fronteTavolini di giorno, auto di notte. Il Comune: «I locali paghino gli arretrati»

(e.c.) Si fa ogni ora più surreale la vicenda di piazza De Gasperi, piccolo gioiello incastonato tra lago e Funicolare che – dopo la cancellazione del posteggio a pagamento – ora è terra di nessuno.Il caso è scoppiato due giorni fa, quando, piuttosto incredibilmente, si è appreso che dal 31 ottobre 2013 è scaduta ogni concessione valida per l’occupazione del suolo pubblico da parte dei locali nelle vicinanze. Il punto è che, a dispetto della mancanza di titoli validi in vigore, anche

durante i mesi invernali la gran parte dei bar e dei ristoranti che fino all’autunno avevano occupato l’area con tende e tavolini, hanno continuato a farlo nel più totale disinteresse dell’amministrazione comunale.A quanto risulta, infatti, il municipio – e, segnatamente, gli uffici del settore Commercio, attraverso la polizia locale – non ha mai inviato alcun agente a controllare la reale situazione della piazza. Piazza che, peraltro, fino alla primavera del 2013 era stata utilizzata da Palazzo Cernezzi come posteggio a pagamento, poi eliminato proprio per fare spazio ai tavolini e alle fioriere.Siccome risulta semplicemente fantascientifica la teoria secondo la quale il Comune – dal primo novembre 2013, a concessioni scadute – avrebbe formalmente chiesto ai titolari dei locali di lasciare i tavoli per non far tornare le auto a posteggiare, la situazione attuale si può riassumere così: anarchia assoluta. Chiunque sia passato in piazza De Gasperi tra giovedì sera e ieri lo ha potuto constatare di personae: tavolini apparecchiati di tutto punto intorno a mezzogiorno per accogliere comaschi e turisti in cerca dei primi pranzi sotto il sole. E auto posteggiate in maniera selvaggia intorno agli stessi arredi nelle ore notturne.Il tutto senza concessioni (per i tavolini) e senza alcun ripristino ufficiale del parcheggio.Il capogruppo di Adesso Como, Alessandro Rapinese, che sul caso ha presentato un’interrogazione, ieri è tornato all’attacco: «È una situazione inammissibile. Inoltre se dovesse essere confermato che non è stata pagata l’occupazione del suolo pubblico, saremmo di fronte a una gestione indegna del bene pubblico da parte del Comune». In serata ha replicato l’assessore al Commercio, Gisella Introzzi. «Se i titolari e i gestori dei locali di piazza De Gasperi non pagheranno gli arretrati – ha affermato – non potremo sicuramente rinnovare loro la concessione per l’utilizzo del suolo pubblico. Non sarebbe nemmeno tecnicamente fattibile, perché sono esclusi dai rinnovi coloro che hanno pendenze con l’amministrazione». Intanto, però, a due passi dal lago prosegue l’anarchia.

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