Cronaca

E sul riavvio del cantiere si allunga l’ombra di Infrastrutture Lombarde

alt Gli altri fronti

Due mesi di tempo per non perdere sei milioni e mezzo di euro, oltre all’incognita Infrastrutture Lombarde. Il destino del cantiere per le paratie deve sempre compiersi ma i nodi ancora da sciogliere non mancano.
Il primo lega in maniera indissolubile l’arrivo sul Lario dei 6,5 milioni aggiuntivi garantiti dalla Regione Lombardia per finire il cantiere e la messa a punto della perizia di variante necessaria a completare le opere. Un mese fa, quando il governatore lombardo Roberto Maroni garantì

altri 11 milioni e mezzo di euro per la chiusura del martoriato cantiere sul lungolago, venne chiarito come 5 milioni fossero una certezza immediata mentre i restanti 6,5 fossero in subordine alla consegna, entro il 31 dicembre di quest’anno, del progetto definitivo del sistema antiesondazione con annesso arredo per il nuovo lungolago.
Il documento, che teoricamente dovrebbe essere già in fase di stesura da parte degli uffici del Comune di Como, potrebbe però ricevere una (robusta) consulenza da parte degli uomini di Infrastrutture Lombarde, braccio operativo della Regione in materia di lavori pubblici e già noto a Como per la realizzazione dell’ospedale Sant’Anna. Al momento, però, pare che i rapporti tra amministrazione e azienda – sui quali, probabilmente, pesa la volontà del Pirellone di controllare da vicino come verrà spesa la montagna di soldi erogata a favore di Palazzo Cernezzi – non siano ben definiti. Cioè non sia ben chiaro quale supporto logistico, progettuale e umano l’azienda regionale potrebbe dare al Comune.
Peraltro, mercoledì scorso, il sindaco di Como, Mario Lucini, e i vertici di Infrastrutture si sarebbero incontrati, e non sarebbe stata nemmeno la prima volta. Obiettivo delle parti sarebbe appunto definire una relazione e quali contributi possano arrivare dall’azienda.
Nulla, però, sembra ancora pianificato e alla fine dell’anno mancano appena due mesi. Parlare di corsa contro il tempo quindi non è affatto eccessivo, pena, come detto, la perdita della parte più cospicua del contributo regionale. Somma essenziale per poter chiudere una delle più sciagurate vicende della storia comasca recente.
Sul fronte del cantiere, infine, per ora prosegue la stasi forzata. Da un lato, infatti, il tratto di passeggiata sarà (fortunatamente) occupato fino all’inizio del 2014 dall’allestimento provvisorio messo in campo dagli “Amici di Como”. Dall’altro – ovvero nella parte di passeggiata che da piazza Cavour si spinge fino a piazza Matteotti – i lavori non riprenderanno almeno fino a che Palazzo Cernezzi non avrà versato a Sacaim i 2,8 milioni dell’accordo bonario, teoricamente coperti dai contributi regionali.

Nella foto:
I lavori per completare il cantiere delle paratie e del nuovo lungolago non ripartiranno almeno fino all’inizio del prossimo anno
1 Nov 2013

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