Cronaca

È svolta nel traffico di sigarette. Adesso gli “spalloni” sono gli svizzeri

Sempre più ticinesi “pizzicati” a rifornirsi oltre i limiti in Italia
Le “bionde” cambiano giro. Fino a qualche anno fa, i comaschi passavano il confine per comprare le sigarette, decisamente più economiche in Svizzera. Oggi invece sono i ticinesi a rifornirsi in Italia, dove il pacchetto è più conveniente.
Contrabbandieri a parte, cresce il numero di chi tenta di portare in Svizzera quantità proibite di “bionde”: la legge elvetica consente infatti di passare liberamente il confine (senza pagare dazi) con massimo una stecca a testa. Capita, quindi, che turisti e svizzeri
approfittino dei prezzi italiani più bassi, comprando, però, più di una stecca a testa.
Secondo quanto riportato dal “Corriere del Ticino”, nei primi quattro mesi dell’anno le guardie di confine svizzere hanno scoperto 250 casi di importazione irregolare di sigarette, dei quali 220 alle frontiere italo-svizzere del Mendrisiotto. In particolare, le infrazioni sono raddoppiate nel mese di aprile.
Da gennaio a marzo gli agenti hanno pizzicato in media 50 contrabbandieri al mese, contro i 100 di aprile. «La maggior parte delle persone multate per importazione illegale di sigarette – spiega al quotidiano ticinese Sara Migliorati, portavoce della Regione 4 del Corpo delle guardie di confine – è stata trovata con una o due stecche di sigarette di troppo».
«Io sto a Montorfano, fuori città. Ma alcuni colleghi di Como, vicino al confine, mi dicono che la clientela svizzera aumenta – spiega Giovanni Casartelli, presidente della Federazione Italiana Tabaccai per Como – è un po’ come accade per la benzina. La gente, italiana o svizzera che sia, si muove a seconda del prezzo e della convenienza. Probabilmente anche ai ticinesi, che stanno meglio di noi, non spiace risparmiare qualcosa».
Turisti e svizzeri, tuttalpiù furbi, ma non certo contrabbandieri. I quali, invece, cercano di portare oltreconfine carichi ben più pesanti. Sempre ad aprile, alla dogana autostradale di Brogeda una coppia, marito e moglie, residenti in Svizzera, hanno cercato di passare il valico con 230 pacchetti di sigarette in macchina. Le guardie di confine hanno notato che i coniugi avevano l’auto piena di borse: dopo aver tolto i bagagli, hanno scovato nel vano della ruota di scorta 4.600 sigarette confezionate in 23 stecche. Per importare regolarmente le “bionde”, la coppia avrebbe dovuto pagare un dazio di 800 franchi. La multa per l’importazione illegale, invece, ammonta (per quel quantitativo di sigarette) a 1.500 franchi. Quasi il doppio. I contrabbandieri professionisti di bionde attingono spesso dall’Est Europa, dove una stecca costa solo un terzo.

Andrea Bambace

Nella foto:
Polizia di frontiera durante un controllo. I contrabbandieri professionisti di “bionde” attingono spesso dall’Est Europa
8 Maggio 2012

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