È UNA SFIDA AL LIMITE

di MARIO GUIDOTTI

Perché dico no
Il deposito indiscriminato di materiale genetico, che sia embrionale o staminale o in futuro di chissà quale altro genere, mi trova contrario per più motivi e solleva in me gravi interrogativi. A fronte di alcuni embrioni che vengono portati avanti con la speranza, non con la certezza, di arrivare a termine, quanti rimarranno per sempre nei congelatori? Che ne sarà di questi “embrioni di un dio minore”? Saranno venduti o adottati da altre coppie infertili? O verranno gettati via? Avranno diritto
a una sepoltura in questo caso? E se saranno scongelati e avviati a vita dopo decenni, in che epoca vivranno? Con quali genitori? O saranno ormai i loro nonni o bisnonni? Riguardo le staminali da cordone ombelicale va detto che, nella speranza (o scommessa, perché per la scienza medica è attualmente più esatto parlare di questo) di un futuro ipotetico utilizzo in caso di malattie neurodegenerative, ora, sicuramente, vengono sottratte a chi, affetto da gravi patologie del sangue, ne potrebbe beneficiare se compatibile. Quindi una scommessa da egoisti (“forse serviranno a mio figlio”) contro una certezza da altruisti (“di certo adesso possono servire a salvare la vita di qualcuno”).
Infine, ma non ultimo in termini di importanza, ancora una volta rilevo la tendenza ormai smisurata a non accettare il limite, a sfidare leggi biologiche e a calpestare i diritti alla vita di tutti per darla solo a chi si desidera in nome di una medicina sempre più al servizio dei desideri e sempre meno dei bisogni.

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