Ebola, quarantena finita per il medico tornato dall’Africa

altDa oggi libero Paolo Setti Carraro, isolato nel Canturino
(a.cam.) Passeggiare all’aria aperta, abbracciare i figli, stringere la mano a un amico. Voglia di normalità, dopo 21 giorni di isolamento volontario in un appartamento in Brianza, nella zona del Canturino.
Tre lunghissime settimane, pari al periodo di incubazione del virus Ebola. Terminato il conto alla rovescia, questa mattina il medico milanese Paolo Setti Carraro potrà avere la certezza di non aver contratto la malattia nei mesi di lavoro in Sierra Leone, nel cuore dell’epidemia. Il

periodo di isolamento si è concluso ieri sera. Da questa mattina, il chirurgo sarà “libero”.
«Finalmente è un capitolo chiuso – ha detto Setti Carraro poche ore prima della scadenza del conto alla rovescia – Voglio camminare all’aria aperta e soprattutto incontrare i miei figli. Poi dovrò cercare di tornare a un tran tran abituale». Il medico sta bene, così come l’ostetrica Chiara Maretti, che ha lavorato con lui in Sierra Leone.
«Non abbiamo mai avuto la febbre né alcun sintomo sospetto – ha spiegato il chirurgo – Per quanto ci riguarda l’isolamento è concluso. Adesso, però, il problema si sposta sui tanti operatori italiani che stanno lavorando nelle zone a rischio, in particolare in Liberia e in Sierra Leone, soprattutto con Emergency e Medici Senza Frontiera».
«Occorre stabilire come comportarsi – ha aggiunto Setti Carraro – Se si tratta di persone che hanno avuto un livello di esposizione basso, dovrebbero potersi muovere liberamente. Se, come nel mio caso, c’è un rischio di medio livello, allora è giusto che ci sia l’isolamento. È importante evitare psicosi inutili e ricordare sempre che il malato di Ebola è sintomatico e contagioso solo dal momento della comparsa dei sintomi».
Almeno per qualche mese, Paolo Setti Carraro resterà in Italia. «Mia moglie partirà per l’Afghanistan. Ci diamo il cambio, io rimarrò a Milano, mia moglie lavorerà con Emergency. È un’anestesista rianimatrice con una grande esperienza pediatrica e neonatale».

Nella foto:
Il chirurgo Paolo Setti Carraro ha lavorato in Sierra Leone con l’ostetrica Chiara Maretti (accanto a lui nella foto)

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