Cronaca

Ecco come gli studenti californiani vedono il lungolago tra sogno e realtà

altI progetti della University of Southern California – School of Architecture
In una città spesso immobile, dove anche i piccoli passi progettuali sembrano avere i piedi di piombo, un po’ di luce arriva paradossalmente da Los Angeles. Ieri, infatti, nel corso di un incontro all’Associazione Carducci, sono stati presentati i nuovi progetti degli studenti della USC, University of Southern California – School of Architecture, che ogni anno, dal 1990, grazie a una speciale convenzione con il Comune di Como e il Centro Volta, trasferisce per un intero semestre i corsi di studi

in Italia, prima a Roma e poi a Como, capitale del Razionalismo. Gli studenti, coordinati dal professore Olivier Touraine – docente e architetto associato a Venice, uno dei quartieri più belli di Los Angeles che si affacciano sul Pacifico – in queste settimane hanno investigato le potenzialità della zona dei giardini a lago. Partendo dal Monumento ai Caduti e arrivando fino all’inizio di quel tratto di lungolago ora compromesso dall’eterno cantiere delle paratie, senza dimenticare la diga foranea, gli studenti hanno anche immaginato un lungo tratto da destinare a usi ricreativi.
Un primo parere sugli ambiziosi e particolareggiati progetti di questi giovani allievi californiani è arrivato dal presidente della Consulta regionale lombarda degli Architetti. «Il mio giudizio anche quest’anno è assolutamente positivo – ha detto Angelo Monti, ex presidente dell’ordine di Como – Resto molto favorevole a iniziative didattiche come questa, che creano una doppia opportunità. Da una parte offrono letture che, anche culturalmente, sono diverse dalle nostre; dall’altra concedono a loro l’opportunità di confrontarsi con spazi profondamente diversi da quelli nordamericani. In particolare – aggiunge Monti – in questa occasione ho notato letture più leggere, non così intimorite dalla storia, in un contesto complessivamente più equilibrato e meno esuberante rispetto agli anni scorsi».
Uno a uno, i 18 futuri architetti americani hanno illustrato ai professori i loro progetti lariani, che non saranno risolutivi ma che certamente introducono uno stimolo davvero necessario in questo momento. Soluzioni semplici si affiancano ad altre dall’impronta più futuristica, disegni di una città nuova che certamente avrebbe strappato qualche sorriso di approvazione a quel gigante delle visioni che fu Antonio Sant’Elia. Vivo apprezzamento generale quindi per le giovani “proiezioni urbane” targate California. Andando oltre le utopie o le facili suggestioni, nei lavori degli studenti americani appare evidente l’ambizione di far tornare la città di Como quel “salotto” che, dai primi anni del Novecento, come hanno avuto modo di capire anche i futuri architetti della prestigiosa università californiana, faceva innamorare i turisti. Sognare non costa nulla, soprattutto quando i progetti arrivano da un gruppo di talentuosi studenti e non dall’ennesimo costosissimo studio di fattibilità spesso destinato a restare sepolto nei cassetti.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Ai lati, due interpretazioni degli studenti provenienti dalla University of Southern California-School of Architecture, relative alla zona del lungolago, nell’area vicina ai giardini
1 Maggio 2014

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