Ecco in anteprima per Como il film su Alida Valli

Alida Valli

Un inno al cinema e alla sua storia, al mestiere «spietato del recitare», all’arte, alla vita in cui il cuore «non va mai in pensione», ai suoi amori e dolori, alla famiglia, alla libertà e alla donna.
«Alida. Questo è il mio nome. E a me piace. Fu mio padre a sceglierlo. Significa “di nobile stirpe, guerriera”. Papà insegnava storia e filosofia al liceo di Como, Amava leggere e scrivere». Inizia così, con il Lario che entra in scena da protagonista appena trascorso il primo minuto, il film che abbiamo visto in anteprima, a favore dei comaschi, e che speriamo di poter vedere al cinema sul grande schermo, che sarebbe la sua naturale destinazione, oppure sul canale culturale Rai5 il 31 maggio. Giorno in cui ricorrerà il centenario della nascita di questa straordinaria attrice e donna, tenera e coraggiosa, che seppe essere fidanzata d’Italia sotto il fascismo e poi antidiva internazionale, capace di attraversare le generazioni (del cinema e della vita) e di calarsi in tante maschere di scena, di trasformarsi senza mai nascondere le ferite della vita sul proprio bellissimo volto.
Tutto questo è l’atteso, emozionante, polifonico docufilm Alida dedicato ad Alida Valli – l’indimenticabile attrice italiana amata in tutto il mondo, «madre di tutte le attrici» come recita la locandina, musa di registi quali Visconti, Bertolucci, Hitchcock, Antonioni, Argento, Welles, Vadim, Chabrol, von Trotta. Lo firma Mimmo Verdesca che lo ha presentato con successo ai festival di Cannes e di Roma.
Nel film Verdesca, già vincitore di due Nastri d’Argento e del Giffoni Film Festival, racconta per la prima volta la vita straordinaria della grande Valli e promette e spera che l’opera uscirà al cinema, distribuita da Istituto Luce Cinecittà, appena le sale italiane riapriranno. “Alida”, dopo la prestigiosa selezione a Cannes Classics 2020 e l’anteprima lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma, dove è stato accolto con sei minuti di applausi, ha già partecipato a numerosi Festival internazionali a Mosca (Italian Doc Fest), Madrid (Festival de Cine Italiano de Madrid), New York (Italy on Screen Today) e sbarca adesso in Grecia con la “comasca” Valli per inaugurare la prima edizione di Cinema Made In Italy Atene (in programma da domani al 22 febbraio), iniziativa nata dalla collaborazione tra Filmitalia (Istituto Luce Cinecittà), Cineteca di Atene e Istituto Italiano di Cultura di Atene, che si svolgerà online a causa della pandemia.
Mimmo Verdesca racconta la leggendaria Alida Valli attraverso gli scritti privati e inediti della grande attrice, interpretati dalla voce di Giovanna Mezzogiorno e messi a disposizione dai suoi famigliari Pierpaolo, Maria Laura e Larry De Mejo, con le testimonianze esclusive di Bernardo Bertolucci, Vanessa Redgrave, Roberto Benigni (irresistibili i retroscena del censuratissimo Berlinguer ti voglio bene), Charlotte Rampling, Dario Argento, Marco Tullio Giordana, Thierry Frémaux, Margarethe von Trotta, Felice Laudadio, Piero Tosi e molti altri e con tanto materiale d’archivio mai visto prima.
Il film, girato tra Italia, Francia, Croazia, Regno Unito e Stati Uniti, è prodotto da Venicefilm, Kublai Film, in associazione con Istituto Luce Cinecittà e Fenix Entertainment, in collaborazione con Rai Cinema e Unione Degli Istriani, con il contributo del MiBact e con il contributo determinante del Csc e della Cineteca Nazionale.
Novantuno anni fa Alida si è trasferita a Como dalla natia Pola e scorrono dal minuto 2.44 del film le immagini d’epoca del Lario, ideale punto di avvio della storia. «Per scacciare la mia solitudine – ricorda nel film Giovanna-Alida – stupivo tutti attraversando il lago a nuoto a volte. Marinavo la scuola per dedicarmi a passeggiate solitarie sul lungolago. La gente diceva che ero troppo emancipata. In realtà desideravo cresce in fretta e diventare una ragazza indipendente».
«Aveva cuore, aveva slancio» ricorda nel film di Verdesca Mario Soldati, regista di Piccolo mondo antico, intervistato da Enzo Biagi.
Verdesca racconta Alida unendo i fotogrammi e le immagini e le storie della sua lunga avventura umana e artistica attraverso le parole inedite delle sue lettere e dei suoi diari cui ha potuto accedere grazie ai familiari dell’attrice. Un grande archivio della memoria pubblico e privato, mai visto prima, cui Verdesca ha lavorato per tre anni. «Scrivere mi è facile – dice Alida con la voce di Giovanna Mezzogiorno – si scrive in silenzio. è la forma più onesta per entrare in contatto con gli altri. Mi dicono: se sei così come hai fatto a diventare attrice? Non capiscono che per me è uno sfogo, come abbandonarsi a un bel pianto».

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