Economia civile: un futuro costruito sui valori

Giovanni Pontiggia

Un convegno a Lecco su innovativi modelli di welfare aziendale

Economia civile. Ovvero, affiancare alla logica del guadagno una forte «etica territoriale». Ancorare le imprese e il loro sviluppo a «valori comportamentali» che abbiano ricadute positive sul tessuto sociale di riferimento. Il convegno organizzato lunedì pomeriggio in Camera di Commercio a Lecco e intitolato Diamo un’anima alle imprese! segna forse un punto di svolta nel modo di interpretare e gestire anche la politica aziendale.

Promosso dalla Scuola di Economia Civile (Sec) di Incisa Val d’Arno (Firenze) e sostenuto dalla Bcc Brianza e Laghi, il convegno di Lecco ha di fatto aperto una pagina nuova nel modo di guardare al rapporto tra impresa società.

Ne è convinto il presidente dell’Istituto di credito cooperativo lariano, Giovanni Pontiggia, che si dice pronto a portare anche nel Comasco alcune iniziative del Festival dell’Economia civile in programma a Firenze.
«Per quanto ci riguarda chiederemo di essere inseriti tra le aziende della Sec perché siamo convinti che al valore economico dell’impresa si debbano affiancare asset intangibili e nello stesso tempo fondamentali per il futuro – spiega Pontiggia – l’economia non è soltanto reddito e guadagni: è anche etica e valori».

L’etica, dice ancora il presidente della Bcc, è un «mezzo, i valori vengono prima. Il riferimento utile per capire di che cosa si tratta è la fabbrica di Adriano Olivetti a Ivrea: un luogo di produzione che era nel contempo tessuto sociale, relazioni umane, valori appunto da trasmettere al territorio e per il territorio».

Una banca che affonda le sue radici nella solidarietà e nel sostegno al contesto di riferimento «deve saper usare l’economia civile per rafforzare i legami economico- sociali. Negli anni della crisi, tra il 2008 e il 2018, siamo stati i pochi a sostenere le imprese, prendendo talvolta più rischi di altri. La nostra è stata economia civile perché legata al civis, al cittadino». Nell’immediato futuro, e nell’ottica di nuove proposte di economia civile, Pontiggia immagina «la promozione di modelli di welfare aziendale che, assieme, sappiano fare rete. Efficienza ed efficacia del processo economico devono coniugarsi con il recupero di valori che oggi sono sempre più necessari».

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