Economia. Cresce l’export, Svizzera in ripresa. Germania primo mercato, tessile in flessione

Il settore tessile guarda al futuro

Esportazioni comasche in crescita nei primi nove mesi di quest’anno. Tra gennaio e settembre, secondo i dati della Camera di Commercio di Como, l’export lariano ha oltrepassato quota 4,3 miliardi di euro, +5,4% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Un incremento che supera sia la media regionale (+5,1%) sia quella nazionale (+3,1%) e che risulta in accelerazione rispetto alla crescita registrata nello scorso anno (+1,8%).
Anche le importazioni, pari a oltre 2,4 miliardi di euro, sono risultate in aumento (+8,3%). Malgrado la forte crescita dell’import, migliora anche il saldo commerciale del Lario, salito dai 1.860 milioni di euro di fine settembre 2017 ai 1.896 milioni di quest’anno.
Tornando alle esportazioni, altre province lombarde hanno fatto meglio di Como, in particolare Sondrio (+10,8%), Varese (+9,8%), Lodi (+9,5%), Brescia (+8,2%), Cremona (+6,3%) e Milano (+5,5%). La crescita dell’export lecchese si è invece fermata a quota +4,6%.
Per quanto riguarda la graduatoria dei principali mercati di destinazione dei prodotti manifatturieri comaschi, al primo posto si conferma la Germania che con 632 milioni di euro ha assorbito il 14,8% dell’export lariano (+3,4% rispetto al 2017). Al secondo posto un’altra conferma, la Francia con 500 milioni, pari all’11,7% del totale (+4%). Al terzo la Svizzera, nuovamente in crescita: +9,9%, pari ad un aumento di 32 milioni – l’incremento più alto in termini assoluti tra tutti i Paesi di sbocco delle merci lariane – che si sommano ai 328 del 2017, anno in cui vi era invece stata una contrazione (-5,9%), portando a quota 360 milioni il totale dell’export verso la Confederazione, pari all’8,4% del totale.
Al quarto posto gli Stati Uniti, che scalano ben tre gradini rispetto al 2017, con 267 milioni di euro di importazioni dal Comasco (+7,6%). Nelle cinque posizioni seguenti, ben quattro risultano però in calo: Spagna (-2,6%), Regno Unito (-9%), Cina (l’unica in crescita, +9,1%), Polonia (-4,1%) e Turchia (-11%).
Per quanto riguarda infine le tipologie di merci esportate, in valori assoluti la prima voce è e rimane il settore tessile (627 milioni di euro, pari al 14,5% del totale dell’export comasco), un comparto risultato però in calo del 5,8% (-39 milioni). Al secondo posto, con 577 milioni di export, i macchinari (+8,1%), seguiti dai mobili (518 milioni, +8,8%). Come per il tessile, anche l’arredamento rappresenta una delle produzioni più caratteristiche: arrivano infatti da Como un quarto dei tessuti e dei mobili lombardi esportati nel mondo.

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