Economia lariana, “cassa” in calo, ma il tessile non esce dalla crisi

Il settore tessile guarda al futuro

Diminuisce la richiesta di ammortizzatori sociali sul Lario nel periodo gennaio-novembre in provincia di Como e di Lecco.
Nonostante il quadro in generale positivo, sono i due settori storicamente trainanti del territorio, il tessile da una parte e il metalmeccanico dall’altra a vivere una situazione agli antipodi. Bene il tondino di ferro della sponda manzoniana del lago, ancora in difficoltà la seta voltiana.
Questo, in estrema sintesi, l’undicesimo rapporto Uil del Lario sulla cassa integrazione nelle province di Como e Lecco, presentato ieri dal segretario generale Cst Uil del Lario, Salvatore Monteduro. Lo studio registra, come anticipato, una diminuzione complessiva della richiesta di ore di cassa integrazione totale da parte delle imprese dei due territori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Como fa registrare un confortante -47,4%. Scende la cassa straordinaria -75% e quella in deroga -47,4%, mentre aumenta il ricorso alla cassa ordinaria +42,8%.
«Ad incidere sull’aumento della richiesta di cassa integrazione ordinaria in provincia di Como sono state soprattutto le aziende del distretto tessile – si legge nel rapporto della Uil – che negli 11 mesi di quest’anno sono incrementate del 130,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente».
Le ore complessive di cassa integrazione nel periodo gennaio-novembre 2017 sono comunque diminuite del 30,1% rispetto allo stesso periodo del 2016, grazie alla diminuzione della cassa straordinaria -71,9% e cassa in deroga -49,7%. Anche il tessile a fine anno ha dimostrato un timido segnale di ripresa.
Decisamente meglio il distretto metalmeccanico lecchese, che ha dimostrato una certa vivacità e in 11 mesi del 2017 ha evidenziato una diminuzione della richiesta delle ore di cassa integrazione ordinarie -67,8%, straordinarie -51,6% e in deroga -48,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
La Uil ha analizzato anche un altro dato fondamentale per l’economia del territorio, ovvero il rapporto tra gli avviamenti e le cessazioni delle attività nei primi nove mesi dell’anno. Il saldo è decisamente positivo per la provincia di Como con 48.584 avviamenti nei 9 mesi e 40.939 cessazioni, ovvero un saldo positivo di 7.645.
Anche le previsioni di assunzioni nel trimestre dicembre 2017 – febbraio 2018 fanno ben sperare. Un’indagine Unioncamere-Apal stima 9.190 assunzioni in tre mesi in provincia di Como e poco più di 6mila a Lecco.
«L’anno che si sta per chiudere è stato molto dinamico dal punto della ripresa economica e di buon auspicio per la situazione occupazionale dei due territori e fa ben sperare per il 2018 – commenta Salvatore Monteduro – Ma resta da recuperare la drammatica situazione di 10 anni di crisi economica, di 20.766 disoccupati in provincia di Como e 9.318 a Lecco alla data del 31 dicembre 2016».
«A questi – conclude il sindacalista della Uil – si aggiungono i 2.259 lavoratori in cassa integrazione a Como e gli 813 della provincia di Lecco di questo 2017, che continuano, con le loro famiglie, a sentire gli effetti della crisi economica, a loro devono essere dirette le azioni di sostegno, di aiuto e di ogni sforzo per sostenere la domanda interna per creare la massima occupazione».

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