Economia: a settembre calano produzioni e fatturati. Porro: «Domanda interna in forte difficoltà

Il mercato interno non ha alcuna intenzione di ripartire e a settembre ha mandato segnali tutt’altro che incoraggianti. Tanto è vero che sono tornati a prevalere gli imprenditori comaschi che hanno visto calare la domanda interna rispetto a quelli che hanno invece registrato una crescita.
E il numero uno di Unindustria Como, Fabio Porro, parla apertamente di «un calo dei volumi e dei fatturati che ascriviamo a una forte difficoltà della domanda interna». Insomma, le vendite sul mercato italiano restano il punto debole delle imprese lariane. Le esportazioni, invece, sempre nello scorso mese di settembre, sono risultate stabili.
È il quadro tracciato da Unindustria Como nell’ultima edizione dell’analisi congiunturale rapida, relativa appunto allo scorso settembre e pubblicata ieri.
Mentre nella precedente edizione, quella di maggio, quasi 5 imprenditori su 10 (il 49%) dichiaravano che per le loro aziende la domanda interna era in aumento e soltanto il 21% ne denunciava il calo (il rimanente 30% la giudicava stabile), a settembre la situazione si è invertita, tornando ai livelli di un anno fa. A parlare di domanda in crescita sono ora solo 3 industriali su 10 (il 31% degli interpellati) contro i quasi 4 che l’hanno invece vista diminuire (il 36,6%), mentre per il restante 32,4% non vi è stata alcuna variazione.
Per trovare una situazione analoga, cioè con la prevalenza di industriali che denunciavano una flessione della domanda interna, bisogna risalire all’ottobre del 2015, un anno fa: in calo per il 32% degli imprenditori, in aumento per il 23%.
Se gli ordini interni hanno avuto andamenti altalenanti, quelli provenienti dall’estero sono stati più stabili: in settembre il 34% degli interpellati ha parlato di ordini esteri in aumento, identica la percentuale per chi li ha definiti in flessione, mentre per il restante 32% la domanda estera è rimasta stabile.
Per quanto riguarda poi l’attività produttiva, in settembre è in miglioramento per il 32,8% del campione, invariata per il 31,3% e in calo per il 35,8%. Anche nel fatturato prevalgono coloro che lo hanno visto ridursi, il 48,6%, contro il 34,3% che lo indica in aumento.
Infine, sul fronte degli ordini già in portafoglio, metà delle imprese (il 47,8%) ha “ossigeno” solo per poche settimane mentre il 42% è in grado di coprire un paio di mesi e soltanto un’azienda su 10 supera il trimestre come orizzonte temporale.
«Settembre conferma la sensazione che avevamo percepito nei mesi precedenti – afferma il presidente di Unindustria Como – rispetto a una certa tendenza negativa della seconda parte dell’anno. Si nota un calo dei volumi e dei fatturati che ascriviamo a una forte difficoltà della domanda interna. A causa di mancanza di liquidità e generale sfiducia, i consumi restano deboli e orientati verso produzioni di fascia medio-bassa spesso provenienti da Paesi extra Ue».
La ricetta di Fabio Porro? «Servono misure urgenti e strutturali per invertire la rotta. Un primo passo sembrano essere i provvedimenti contenuti nella legge di Bilancio: la detassazione dei premi di risultato e il piano industria 4.0 insieme alla conferma dei superammortamenti rappresentano sicuramente uno stimolo rispettivamente alla necessità di maggior liquidità ed agli investimenti, ma non sono sufficienti. È necessario lavorare per aumentare l’attrattività degli investimenti dall’estero – conclude Porre – magari sfruttando anche l’incertezza dell’area britannica a causa di Brexit».

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