Ecosistema urbano, Como sale al 37° posto

Como, centro storico dall'alto

Como è al 37° posto nazionale nel rapporto Ecosistema Urbano 2020 di Legambiente e Ambiente Italia, redatto in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Un risultato nel complesso positivo per il capoluogo lariano, vista la 68ª posizione ottenuta lo scorso anno.
Lo studio, su dati del 2019, si basa su 18 parametri raggruppati in 5 macro aree: aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente.
In generale in Italia è stato rilevato un lieve miglioramento su ogni fronte, e questo è sicuramente significativo. I numeri si riferiscono al periodo pre-pandemia e prevedibilmente tra 365 giorni, nella prossima edizione del rapporto, potrebbe emergere un ulteriore incremento nei processi virtuosi che stanno già prendendo piede.
Su 104 città considerate, nella nostra regione la più virtuosa è sempre Mantova che, come lo scorso anno, mantiene la seconda posizione nella classifica assoluta, tra Trento (che si conferma prima) e Pordenone, che sale al terzo posto, scalzando Bolzano dal podio. Cremona è 13ª, Sondrio 18ª, Lodi 25ª; Milano con il 29° posto conferma il suo distacco rispetto a Roma (89ª).
Como nella graduatoria generale è 37ª, un piazzamento che migliora di 31 posizioni il risultato di soli dodici mesi fa; sull’altra sponda del Lario, Lecco è scesa al 63° gradino (era 61ª).
Analizzando i singoli indicatori, la nostra città è al terzo posto per “Uso efficiente del suolo” (era al 52° nel 2019), e conferma la 9ª posizione nell’utilizzo del “Solare termico e fotovoltaico”.
Da segnalare anche il 14° piazzamento conseguito sia per la presenza di “Verde urbano” sia per le “Dispersioni della rete idrica”. Sul fronte della raccolta differenziata la piazza occupata è la 29ª: in questo caso ha perso ben 7 posizioni rispetto al 2019.
Non mancano le note negative. Male la qualità dell’aria, Como è 97ª nella graduatoria che registra i valori di ozono; è inoltre 93ª per i consumi di acqua domestici. Problemi anche sul fronte della viabilità. Il capoluogo lariano perde posizioni riguardo alle piste ciclabili: dal 63° posto scivola all’80°. Anche l’86° posto sul fronte degli incidenti stradali non è un buon indicatore.

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