Eddy Merckx compie 75 anni. I ricordi lariani del “Cannibale”

Eddy Merckx Ghisallo 2015

Un mito del ciclismo e dello sport mondiale. Il grande Eddy Merckx oggi compie 75 anni: il campione belga è infatti nato il 17 giugno del 1945.
Un personaggio legato al Lario, sia per i suoi successi conquistati al Giro di Lombardia con traguardo a Como, sia per l’amicizia che lo lega al Museo del Ciclismo del Ghisallo, che ha già visitato in due occasioni, nel 2008, per un affollato incontro con i compianti Felice Gimondi e Fiorenzo Magni e, più recentemente, nell’ottobre del 2015, per un altro momento con i tifosi, un ulteriore evento da “tutto esaurito”.
L’elenco dei successi di Eddy Merckx è lunghissimo: cinque Tour de France, altrettanti Giro d’Italia, una Vuelta di Spagna. E poi tre titoli mondiali Professionisti (nel 1967, 1971 e 1974) oltre a diciannove “classiche-monumento” con sette Milano-Sanremo e due Lombardia. Il “Cannibale” trionfò in 525 occasioni, per un totale di circa 1.800 corse disputate.
E oggi per gli appassionati una bella sorpresa sul canale Facebook del Museo del Ciclismo del Ghisallo: lo stesso Merckx alle 14 si è collegato in diretta per un saluto e una intervista. La struttura di Magreglio ospita peraltro molti suoi cimeli: una serie di maglie e le bici utilizzate al “Lombardia” 1973 (vittoria e successiva squalifica) e al Mondiale 1974 conquistato a Montreal, in Canada.
Proprio l’esposizione permanente sul Colle caro ai ciclisti ha ricevuto Merckx cinque anni fa nella sua ultima apparizione sul Lario. Per il campione belga è stato un bagno di folla: lui, disponibilissimo, non si è sottratto alle richieste di autografi, foto e selfie. Fra il pubblico tanti giovani che non lo avevano seguito direttamente, ma che conoscevano le sue gesta. Nell’occasione Merckx aveva parlato anche dei suoi ricordi lariani, legati soprattutto al Giro di Lombardia. «Ne ho vinti due, ma dovrebbero riassegnarmi anche il terzo». Il belga ancora oggi chiede, infatti, che gli venga assegnato anche quello del 1973. «Vinsi – ha spiegato – ma poi fui squalificato per doping per una sostanza che ora non è più vietata. Mi dovrebbero ridare anche quel successo. Il “Lombardia” è sempre una bella classica – aveva aggiunto – la più dura assieme alla Liegi-Bastogne- Liegi. I miei ricordi? Sono molto lontani».
Nella “classica delle foglie morte” – che però quest’anno, come è noto, è stata programmata per il giorno di Ferragosto – la prima vittoria di Merckx arrivò il 9 ottobre del 1971. Quel giorno il campione belga aveva la maglia di campione del mondo, che aveva conquistato il 5 settembre a Mendrisio, in Svizzera, su un tracciato disegnato a poca distanza dal Comasco. La sua azione decisiva sulla salita di Novazzano. In volata la vittoria sul suo avversario di sempre, Felice Gimondi, che provò inutilmente a sorprendere il “Cannibale”.
Merckx dominò anche quel “Lombardia”, che conquistò andando in fuga in Valle Intelvi. La classifica dell’epoca parla chiaro: allo stadio Sinigaglia – dove una volta c’era una pista per il ciclismo poi smantellata – il trionfo dopo 50 chilometri in solitaria con ben 3’31’’ sull’italiano Franco Bitossi e 3’33’’ sul suo connazionale Frans Verbeeck.
Il bis l’anno dopo, sempre al Sinigaglia, con 1’27’’ sul francese Cyrille Guimard. Terzo Felice Gimondi.
Lo stesso Gimondi, scomparso nell’estate del 2019, aveva pedalato contro Merckx in occasione delle sue vittorie nella “classica” con traguardo a Como, nel 1968 e nel 1973. «Ricordo due gare molto dure – aveva dichiarato in una intervista al Corriere di Como qualche anno fa lo stesso Gimondi – Nel ’66 ci fu una fuga iniziale, ma riuscii a rientrare. Poi provai cinque volte a scattare sul San Fermo, ma non vi fu nulla da fare. Alla fine, pilotato da Adorni, la spuntai in volata su Merckx. Nel ’73, sempre a Como, sempre in volata e sempre contro Merckx, fui secondo. Ma il belga fu squalificato per doping». Proprio la vittoria che il belga vorrebbe vedersi riassegnata.
Merckx, un campione che in Italia ha avuto e ha tanti estimatori. Al Ghisallo parlò anche di questo aspetto con un sorriso: «Mi dite che ho il difetto di essere belga? Bisognava chiedere ai miei genitori di venire prima in Italia. In ogni caso questa è la mia seconda Patria».

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