Edili in campo per il Progetto San Francesco

Intesa per la villetta di Cermenate
L’associazione ristrutturerà la sede del Centro studi contro le mafie
Combattere la mafia anche al Nord, rifiutando l’idea che la criminalità organizzata sia prerogativa unica del Mezzogiorno. È questo l’obiettivo del sodalizio, ufficializzato ieri alla Camera di commercio di Como, tra la sezione comasca dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) e il Progetto San Francesco, iniziativa promossa dalla Cisl nel cui ambito è stato aperto a Cermenate il Centro studi sociali contro le mafie.
All’appuntamento erano presenti ieri diversi personaggi di spicco della città e della provincia: il prefetto Michele Tortora, il sindaco di Cermenate, Mauro Roncoroni, il vicepresidente di Ance Como, Enrico Bianchi, e il direttore del Centro studi, Alessandro De Lisi.
«Il tema della mafia al Nord merita senza dubbio attenzione – ha detto il prefetto – e grazie alla sinergia tra Progetto San Francesco e Ance questa problematica ha più speranze di avere un impatto maggiore sulla società. Occorre capire che l’azione delle forze dell’ordine non è sufficiente da sola. Diventa pertanto fondamentale incentivare le iniziative di educazione del cittadino».
Educazione che Ance e Progetto San Francesco intendono promuovere attraverso la ristrutturazione della villetta di Cermenate che, confiscata dallo Stato alla ’ndrangheta, ospita il Centro di studi sociali contro le mafie. I lavori di riqualificazione saranno la base per una serie di corsi di formazione per giovani muratori.
In questo modo, come specificato dal vicepresidente dell’Ance, sarà possibile «investire sul futuro e sui giovani che verranno educati alla legalità ancora prima di entrare nel settore edile. Settore notoriamente esposto alle infiltrazioni mafiose. Si tratta di formazione professionale ma soprattutto di formazione morale».
Il sodalizio tra l’associazione dei costruttori edili e il Progetto San Francesco ha come scopo ultimo quello di misurarsi con le influenze malavitose in aziende private e in gare d’appalto pubbliche. Una piaga che interessa gran parte del territorio nazionale, Lario compreso.
In particolare, la Lombardia è la prima regione italiana per esportazione di capitali illeciti. Sul territorio lombardo è stimata, per il 2012, la presenza di circa 1.500 immobili riconducibili ad attività criminali. Un dato che si è duplicato rispetto al 2011, quando la stima era di “appena” 770 proprietà. Nella sola provincia di Como, allo stato attuale, sono stati censiti quasi 70 stabili legati a malavitosi di varia estrazione e rango.

Matteo Congregalli

Nella foto:
Alcuni dei partecipanti all’incontro di ieri. Da sinistra: Claudio Ramaccini (Progetto San Francesco), il sindaco di Cermenate, Mauro Roncoroni, il direttore del Centro studi contro le mafie, Alessandro De Lisi, e il prefetto di Como, Michele Tortora (Fkd)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.