Cronaca

Edilizia bloccata, crollano gli introiti a Palazzo Cernezzi

altA febbraio 2012 furono incassati 370mila euro, il mese scorso 30mila

Paventato prima di Natale, il temuto blocco dell’edilizia si è effettivamente verificato. Nel mese di febbraio, gli oneri di urbanizzazione incassati dal Comune di Como si sono ridotti di oltre il 90% rispetto allo stesso periodo del 2012. Un problema che, oltre al capoluogo, tocca quasi 100 paesi della provincia, ovvero tutti quelli che non hanno ancora approvato

il Pgt, il Piano di Governo del Territorio.
Nel dicembre scorso, la Regione ha bocciato la proroga dei vecchi piani regolatori. Un intervento invocato a lungo dagli amministratori di gran parte dei Comuni della Lombardia ma anche dai responsabili dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance), per scongiurare la paralisi del settore. Dal primo gennaio, nei Comuni che non hanno adottato il Pgt, è possibile autorizzare soltanto interventi di manutenzione.
«Le conseguenze sono state immediate e molto pesanti – sottolinea l’assessore all’Urbanistica di Palazzo Cernezzi Lorenzo Spallino – Gli oneri di urbanizzazione sono di fatto bloccati. Basti dire che, nel 2012, al 28 febbraio il Comune aveva incassato 370mila euro di oneri, escluse le sanzioni. Nello stesso mese del 2013, l’entrata totale è stata di 30mila euro, sanzioni comprese».
«Mi sembra che i numeri si commentino da soli – continua l’esponente della giunta di Palazzo Cernezzi – Il settore dell’edilizia è completamente bloccato e questo porta, di conseguenza, alla paralisi dell’intera filiera». I tempi per la ripartenza si annunciano lunghi. Il Comune di Como non approverà il Pgt prima del prossimo mese di giugno – nella migliore delle ipotesi – e difficilmente prima di quella data potrà arrivare un intervento risolutivo del Pirellone.
«Nella recente campagna elettorale per le regionali – dice Spallino – tutti i candidati hanno annunciato di voler intervenire ripristinando la proposta dell’ex assessore al Territorio Daniele Belotti, che salvava i vecchi piani regolatori in attesa dei nuovi Pgt. Nella realtà, i tempi per poter mettere in pratica questa promessa sono lunghi e con ogni probabilità, se anche questo intervento dovesse essere fatto, arriverebbe a Pgt già adottato».
Il prossimo 18 marzo scadono i termini per la presentazione di eventuali osservazioni al Pgt di Como. «Da quel momento – precisa l’assessore all’Urbanistica – se tutto filerà liscio contiamo di poter arrivare in aula in consiglio comunale entro 90 giorni per l’approvazione del documento. Anche con questi tempi comunque, difficilmente avremo una ripresa delle costruzioni prima dell’estate. La ripartenza è ipotizzabile da settembre».
Spera in un intervento politico per risolvere il problema Luca Guffanti, presidente dell’Ance di Como. «Gli iter autorizzativi nel nostro settore sono lunghissimi – spiega – Mentre le conseguenze del blocco dell’edilizia sono immediatamente evidenti per i Comuni, nel nostro settore si vedranno solo nei prossimi mesi. Sarà un’ulteriore difficoltà da affrontare, oltre a quelle che il mercato già ci presenta. Negli ultimi 4 anni la nostra provincia ha perso 6mila posti di lavoro, mentre il Canton Ticino ne ha guadagnati 2mila. Se non vogliamo che il territorio si trasformi solo in un dormitorio e si impoverisca di attività economiche, è fondamentale introdurre misure correttive per renderlo attrattivo».
«In campagna elettorale abbiamo sollecitato tutti i candidati a risolvere questo problema – conclude Guffanti – Ci auguriamo che la classe politica percepisca l’urgenza della questione e dia una risposta rapida».

Anna Campaniello

8 marzo 2013

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