Cronaca

Edilizia sempre più in crisi. La Holcim convoca i sindacati: «Tagliamo 180 posti di lavoro»

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Lunedì assemblea in fabbrica a Merone, mercoledì sciopero
La crisi dell’edilizia trascina con sé l’industria del cemento. Ieri pomeriggio la Holcim ha così annunciato 180 esuberi nei suoi stabilimenti di Merone, Ternate-Comabbio (Varese) e Morano Po (Alessandria). Quest’ultimo, polo logistico dove lavorano pochi addetti, sarà chiuso. Mentre sia a Merone sia a Ternate è prevista una drastica razionalizzazione dell’apparato produttivo. Per la fabbrica comasca si parla di una novantina di licenziamenti. In pratica, il 40% degli addetti oggi impiegati

nella produzione del cemento.
La notizia degli esuberi è stata confermata dalla stessa azienda con un comunicato stampa diffuso nella prima serata di ieri.
«La difficile situazione macro-economica e l’ulteriore posticipo della ripresa del settore dei materiali da costruzione in Italia (tra cui cemento, aggregati e calcestruzzo) hanno determinato una situazione ormai non più sostenibile. In tale contesto, sempre più delicato e complesso, Holcim Italia ha deciso di reagire mettendo a punto un pacchetto di misure urgenti caratterizzate da strutture di produzione, distribuzione e funzioni di supporto più snelle al fine di riguadagnare in flessibilità e competitività».
Lo snellimento ipotizzato dalla Holcim si è tradotto nell’indicazione appunto di 180 esuberi. Oltre 90, come detto, dovrebbero riguardare Merone, stabilimento che già due anni fa aveva conosciuto una ristrutturazione terminata con numerosi prepensionamenti.
Le difficoltà del mercato dell’edilizia e la complicata situazione degli stabilimenti lombardi della Holcim erano noti al sindacato. La notizia degli esuberi, però, è giunta al tavolo della trattativa senza un sostanziale preavviso.
Riccardo Cutaglia, sindacalista della Uil di Como, conferma che l’azienda aveva «chiesto un incontro a dicembre» senza però anticipare nulla.
«Ci è stato presentato un quadro generale molto negativo – dice ancora Cutaglia – e sono stati prospettati 180 esuberi, 155 dei quali nel settore cemento e 25 nel settore calcestruzzi. La cosa grave, dal nostro punto di vista, è la mancata presentazione di un piano industriale».
Il sindacalista della Uil non nega la flessione del mercato edile e la conseguente diminuzione dei volumi di cemento prodotti dalla Holcim. «Tuttavia – aggiunge – per il momento abbiamo preso semplicemente atto della situazione. Non è iniziata alcuna trattativa, prima vogliamo un piano industriale». Il sindacato ha comunque convocato le assemblee dei dipendenti per lunedì e proclamato lo sciopero per mercoledì.

Nella foto:
La Holcim di Merone sta subendo i contraccolpi della durissima crisi economica che ha investito il settore dell’edilizia
12 gennaio 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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