Edoardo Boncinelli e il potere della luce

Il biologo e genetista Edoardo Boncinelli

Il celebre biologo e genetista terrà una lezione domani. Il suo ricordo di Giorello

«Conoscevo Giulio Giorello da vent’anni. Ci siamo frequentati molto, di lui apprezzavo l’onestà intellettuale e la libertà di pensiero, due carattersitiche che sembrano scontate ma non lo sono per niente».
Edoardo Boncinelli ricorda così Giulio Giorello, il filosofo della scienza scomparso il 15 giugno e che anche sul Lario ha lasciato un forte ricordo. «L’autodisciplina del pensare è un altro grande pregio di Giulio Giorello – continua Boncinelli – per me è stato un piacere lavorare con lui. Abbiamo scritto insieme due libri uno su Leopardi e un altro Dio, natura e libertà. Pur essendo diversi ci intendevamo benissimo… aveva una grandissima memoria, citava parole e frasi dai miei libri che neppure io ricordavo».
Edoardo Boncinelli, genetista già professore di biologia e genetica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è autore di innumerevoli saggi di divulgazione scientifica. Tra gli ultimi, ”Noi siamo cultura. Perché sapere ci rende liberi”, ”Io e lei” (in cui indaga il suo rapporto con la vita e la morte), “La vita e i suoi misteri. Dalla genetica alla salvaguardia dell’ambiente”, “Un futuro da dio. Così il progresso dei sapiens conduce verso l’immortalità” e “Il cosmo della mente. Breve storia di come l’uomo ha creato l’Universo”, un saggio che spazia dalle distanze siderali all’infinitamente piccolo, dal moto di espansione dell’Universo, all’indagine della mente umana, un indecifrabile congegno biologico con neuroni più numerosi delle stelle e che ci consente di fare dell’Universo una storia. Su questi temi Edoardo Boncinelli darà un contributo per l’edizione 2020 del “Festival della Luce”, una rassegna cui Giulio Giorello si è dedicato con passione per anni quale presidente del comitato scientifico della Fondazione Volta.
Tema del “Festival della Luce” di quest’anno, che si svolge in streaming, è il sole. Edoardo Boncinelli terrà il suo intervento il 18 giugno, alle 18.30. Tema: “Il potere della luce”. «Io sono fisico e biologo spiega Boncinelli – perciò parlerò di due aspetti della luce secondo queste mie due “facce”. Innanzitutto l’aspetto biologico: la luce ha una funzione precisa per noi animali, pensiamo banalmente a quanto ci fa piacere una bella gionata rispetto a una brutta giornata, esporre alla luce il paziente fa bene, ha un effetto terapeutico perché siamo animali diurni. La luce la registriamo attraverso recettori che stanno nella nostra retina, oltre ai recettori per vedere ne abbiamo altri che misurano la luminosità, quella luminosità di cui abbiamo bisogno perché, per esempio, in base alla lunghezza delle giornate ci regoliamo secondo il ritmo circardiano. Dunque la luce ci scalda, ci nutre ci dà la spinta necessaria per fare e per godere della vita. L’altro aspetto riguarda la nuova fisica ovvero la meccanica quantistica che ci propone cose strane, per esempio il cosiddetto “effetto tunnel”: per semplificare, accade quando delle particelle battono un contro muro e una di loro può trovarsi dall’altra parte, se non ci fosse questo effetto tunnel il sole non potebbere generare luce».
Lei ha scritto nella prefazione a “Il cosmo della mente” che invece di ascoltare storie sul mondo è meglio osservarlo. «Diciamo però che l’atteggiamento scientifico non è quello a cui siamo più avvezzi». Dall’altro lato c’è l’aspetto dei nostri limiti e l’abbiamo visto bene in questo periodo storico che stiamo vivendo sconvolto dalla pandemia. «Per qunto mi riguarda – confida Boncinelli – posso dire tranquillamente che io mi sono goduto la quarantena leggendo e scrivendo ma è pur vero che ho visto tanta paura intorno a me, la gente non si rende conto che abbiamo sempre un piede nella fossa, che c’è sempre il rischio… bisogna vivere la vita ogni istante come se quell’istante fosse l’ultimo».
In un altro suo saggio scrive di non credere in altre vite nell’Universo oltre la nostra. «Qualcuno me le mai dimostrato? Sono argomenti verso cui mi definisco indifferente, come per la fede in Dio, tra fede e scienza non c’è nulla in comune. Se Dio non fa nulla che differenza fa? Perché mi devo preoccupare?».
C’è la paura di cui parlava prima. «Sì certo la paura del vuoto, del nulla, ma teniamo presente che siamo animali dotati di una forza di sopravvivenza fortissima. L’essere umano, pur essendo stato oggettivamente molto ben equipaggiato da madre natura è limitato. I suoi sensi percepiscono innumerevoli stimoli e il cervello riesce a interpretare e talvolta addirittura a spiegare un gran numero di situazioni, pur all’interno di stringenti limiti oggettivi. La nostra posizione nell’Universo e la sua rappresentazione sono conseguentemente determinate da tali limiti».

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