“Effetto Siria” sulla benzina. La crisi sfiora il Comasco e conviene il pieno svizzero

Carburanti più cari  (f.bar.) La temuta soglia dei 2 euro è lontana. L’“effetto Siria” sul costo del carburante ha avuto finora, a Como, conseguenze limitate. Anche se non sono mancati i ritocchi. Purtroppo, al rialzo. Da ieri, ad esempio, in molti distributori lariani il prezzo della verde è rincarato all’incirca di 2 centesimi e oggi oscilla fra 1,82 e 1,87 euro al litro, mentre il diesel si paga attorno agli 1,75. Prezzi che non tengono conto della riduzione per i possessori della carta sconto che, va ricordato, prevede per i residenti di fascia A (entro i 10 km dalla dogana) 18 centesimi in meno al litro che scendono

a 10 centesimi per chi vive invece entro la fascia B (fino a 20 chilometri dalla dogana svizzera). Oltre confine l’effetto Siria pare avere poco peso: la verde si paga 1 euro e 49 al litro e il diesel 1,57, facendo risultare ancora conveniente fare rifornimento oltreconfine. È un dato di fatto, però, che la crisi siriana abbia contribuito a far salire il prezzo dei carburanti. Il Codacons denuncia che a Milano e Roma i costi del pieno sono alle stelle e nelle due città si arriva a superare i due euro al litro. «Da noi non accade e non accadrà nulla di tutto ciò – commenta la presidente dei benzinai di Confcommercio nonché consigliere regionale Daniela Maroni – in giro, purtroppo, ci sono dei furbetti. E, spesso, la liberalizzazione dei prezzi può portare a simili storture. Ma non nel Comasco, dove siamo tutti in linea. Inoltre, aumentare la super a 2 euro con la Svizzera a pochi chilometri sarebbe un vero suicidio». In Italia, quest’ultimo è stato il quarto giro di aumenti dei prezzi del carburante dall’avvio della crisi siriana. Un rincaro che colpisce non solo chi ha da poco ripreso le attività lavorative ma anche i 4 milioni di italiani che hanno scelto di andare in vacanza a settembre.

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