Reportage

Elementari di via Viganò, le foto shock. Bagni indecenti, muffa sui muri, soffitti a pezzi

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Nelle aule crepe e porte scrostate, nei corridoi il controsoffitto pericolante

(e.c.) Tra le strutture comunali di Como, ne esiste una in condizioni peggiori di quel concentrato di orrori che è il palazzetto dello sport di Muggiò. Si tratta della scuola elementare di via Viganò, della quale oggi possiamo testimoniare le condizioni veramente al limite degli spazi interni ed esterni. Le foto che pubblichiamo a corredo dell’articolo, in effetti, potrebbero parlare da sole. Sono immagini che ritraggono numerosi ambienti della scuola primaria, dalle aule ai bagni, passando per palestra e terrazzino esterno.
Inevitabilmente, per l’idea di igiene che dovrebbero evocare in confronto a ciò che

invece si può osservare dalle foto, i bagni sono quelli che suscitano maggiore scandalo, per usare una parola grossa.
Dalle immagini si nota come un intero locale per le docce sia sostanzialmente inaccessibile, con tanto di sedie collocate come una barriera da non valicare. D’altronde, tra piastrelle rotte, ruggine abbondante dagli scarichi e pavimenti sporchi, meglio che sia così. Difficile immaginare bambini di 7-8 anni in ambienti simili. Non molto migliori, comunque, le condizioni del bagno effettivamente usato, dove l’accoglienza viene garantita da un wc senza coperchio. Inutile soffermarsi sulle numerose zone della scuola dalle cui pareti affiorano infiltrazioni, macchie e muffe: sarebbero troppi da immortalare e raccontare.
Fanno sicuramente più impressione le foto nelle quali si nota una tubatura di chissà cosa che finisce (senza entrarvi) alle soglie di un muro con una voragine aperta apparentemente senza motivo.
Così come colpiscono, alzando gli occhi, i pannelli pericolanti e staccati in più punti dai sostegni del controsoffitto, o l’incredibile sequenza di enormi viti che puntano quasi minacciose (sebbene ben salde) verso chi vi passa sotto. E poi ancora, in ordine sparso: un canestro senza rete in palestra, la cassetta per l’estintore tenuta insieme con lo scotch, la porta di una classe scrostata. Dentro le aule: caloriferi con protezioni staccate dai muri e ancora una volta “recintate” con sedie alle bell’e meglio, inspiegabili buchi nelle pareti, crepe nei muri e tutto il campionari di ordinaria desolazione che si può immaginare.
Il caso della scuola di via Viganò è stato già sollevato in consiglio comunale dal consigliere di “Per Como”, Mario Molteni. Il quale, stamattina, sarà a tinteggiare alcuni locali della struttura con altri genitori nell’ambito di una iniziativa di Legambiente.

Nella foto:
Un tubo si ferma a pochi centimetri da un buco sbrecciato
23 marzo 2013

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