Eletta Revelli e l’uomo delle forchette

Quella raccontata in “Un amore di clochard – Le zanzare vanno pazze per il sangue degli alcolisti” (Editoriale Lariana) è una strana amicizia. Lei, Eletta alias Olivia, è la reginetta delle “B”: buona famiglia, brava, bella, buona d’animo… Peccato sia al culmine di una serie di frustrazioni professionali, sentimentali e familiari. Lui, Giuliano, è un arcobaleno di lettere: alcolista, vagabondo, sregolato, (un po’) tossico, pluripregiudicato. In poche parole, completamente in aria. Eppure, sopra quel palcoscenico degno di nota che è il Lago di Como, qualcosa è accaduto. Due esseri opposti, inspiegabilmente attratti l’uno verso l’altra, si sono presi per mano, hanno ridato senso alla vita. E pensare che tutto è cominciato con una forchetta…
Sembra la trama di un film romantico o di quelli che a Natale fanno tanto fiaba “alla Dickens”. Niente di tutto ciò. È una storia “nuda e cruda” di emarginazione, solitudine e dolore che ha trovato una felice conclusione grazie all’incontro di un artista che non sapeva di esserlo e di una donna caparbia, capace di intuire il “sacro fuoco” sotto una cenere ben sedimentata. Eletta Revelli, biologa marina, scrittrice da sempre, ha incontrato Giuliano, l’artista-clochard, alla mensa dei poveri di Como dove è da anni volontaria. Tra i due nasce un’amicizia sincera. Giuliano sente che Eletta è davvero interessata a lui, ma è un alcolista, passa la maggior parte del tempo tra il Broletto e il Tempio Voltiano con i suoi amici senza tetto. Eletta (che Giuliano ha ribattezzato “Olivia”) non si arrende: lo “pedina”, lo incalza, lo scuote, lo strapazza fino a quando, un bel giorno, esasperata, gli dà un’ultima occasione. Giuliano nella sua “vita precedente” era un fabbro, lei gli consegna una forchetta. Finché non l’avrà trasformata in un ciondolo, è meglio che non si faccia vedere. Passano le settimane, Eletta ha ormai perso le speranze, e invece, il giorno della “Parada par tücc” ecco il clochard con un pacchetto per lei, dentro c’è un ciondolo-forchetta. Ed è bellissimo. Da qui comincia una nuova avventura. Giuliano (il suo marchio di fabbrica ora è “I-Guana”) lavora dalla mattina alla sera nell’officina del fratello. Le sue mani forgiano bracciali, ciondoli, anelli ricavati da forchette e cucchiai che i committenti gli fanno avere attraverso Eletta. Giuliano ritrova fiducia, smette di vivere per strada e della sua storia si interessano prima il sito italiano dell’Huffington Post, poi Tv2000. Ed ora, ecco il libro: una storia romanzata che va dritta al cuore.

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