Elezioni 2017. Sinigaglia, lo stadio divide i candidati: tra i desideri un impianto polifunzionale
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Elezioni 2017. Sinigaglia, lo stadio divide i candidati: tra i desideri un impianto polifunzionale

L’incontro tra Akosua Puni Essien, nuova proprietaria del Football Club Como e il sindaco Lucini ha spalancato le porte su uno scenario futuro dalle mille sfaccettature: ovvero il destino dell’impianto di calcio e dell’area che si snoda tutto intorno. Un tasto dolente che più volte in passato ha visto comparire sulla scena società straniere interessate a realizzare un nuovo stadio che poi però sono svanite nel nulla.

Gli scenari futuribili che potrebbero vedere Akosua Puni Essien protagonista della rinascita dello stadio, andranno però discussi con il nuovo sindaco di Como. Figura che uscirà dalle urne il prossimo 11 giugno. Ecco allora cosa pensano di questo delicato argomento i sei candidati in lizza.

«Innanzitutto deve subito essere chiaro un aspetto. Se l’intenzione della nuova proprietà, ammesso che ci siano le risorse, dovesse essere quella di realizzare un nuovo stadio da 20mila posti, allora il discorso si chiude subito. L’area ha bisogno di essere riqualificata e valorizzata senza creare infrastrutture esagerate – spiega il candidato indipendente Alessandro Rapinese – Si tratta di una zona che a mio avviso, in futuro, dovrà svilupparsi al massimo rendendola più godibile per i cittadini e i turisti. È un’area dove si dovrà incrementare la possibilità di fare più sport e non andranno certamente aperte zone commerciali».

Lo stadio Sinigaglia venne inaugurato il 30 luglio 1927 al culmine delle celebrazioni per l’anniversario della morte di Alessandro Volta. Le prime partite furono giocate a settembre, un triangolare Comense (nata dalla fusione di Como ed Esperia), Inter e Genoa, alla presenza del principe ereditario Umberto di Savoia e della madrina dell’evento, Antonietta Porta Sinigaglia, madre del campione del remo Giuseppe, a cui l’opera venne dedicata.

«Ipotizzare il futuro è molto complesso perchè sarà innanzitutto necessario disporre di ingenti risorse. Inevitabile dunque cercare investitori privati – spiega il candidato del centrosinistra Maurizio Traglio – Detto questo, sarebbe importante creare un centro sportivo polifunzionale così da sfruttarlo non solo per il calcio. Apertura anche a negozi e parcheggi sotterranei. Sono idee che comunque non escludono anche l’eventualità di ragionare su uno stadio nuovo altrove. Così come sarebbe interessante, pensare alla creazione di un palazzetto dello sport».

La necessità di far vivere sempre di più lo stadio è espressa anche dal candidato del centrodestra Mario Landriscina. «Impensabile utilizzarlo solo per le partite di calcio. Il complesso è in un’area artisticamente di pregio e noi da tempo stiamo lavorando per valorizzare sia l’aspetto sportivo che quello culturale. Dovremo lavorare per dare la possibilità ai cittadini di fare sport, più sport e godersi le meraviglie della zona – spiega Landriscina – Non sono particolarmente interessato a creare nuovi parcheggi. Ovviamente il presupposto di ogni ragionamento è che ci siano le risorse dei privati a disposizione per sedersi intorno a un tavolo».

Più scettico Bruno Magatti della lista Civitas. «Ogni tipo di progettualità su questo bene comunale richiederà molto tempo. È prematuro dunque ipotizzare scenari che difficilmente potranno concretizzarsi, se non attraverso un processo meditato e prolungato – spiega Bruno Magatti – Soprattutto sarà decisivo capire se ci sono fondi. Se ci sono altri soggetti magari intenzionati a operare in project financing. Se e come la nuova proprietà interverrà per rafforzare la società e per immaginare un nuovo impianto. Questo lo si potrà capire in futuro».

Il tema della polifunzionalità è anche del Movimento 5 Stelle. «È necessario trovare risorse e investitori privati. Due passaggi non facili che dovranno portare a un’idea di impianto multidisciplinare che non si fermi al calcio – spiega il candidato Fabio Aleotti – L’intera area andrà poi riqualificata pensando anche alla creazione di spazi per eventi e di locali».

A chiudere gli interventi è Celeste Grossi (Prossima Como). «È uno spreco utilizzare lo stadio solo per il calcio. Lo sport deve essere più pratica che guardato e per questo motivo sarebbe necessario investire per una struttura polifunzionale – spiega Celeste Grossi – L’intera area andrebbe rivalutata e lo stadio stesso potrebbe essere utilizzato anche per eventi, concerti e altro, privilegiando l’operatività delle società sportive».

26 Aprile 2017

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Redazione Corriere di Como

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