Elezioni 2012

Elezioni a Como: oggi pomeriggio l’atteso verdetto

A distanza di 15 anni, la città di Como torna a scegliere il proprio sindaco con un ballottaggio. Da quando è stato introdotto il sistema di elezione diretta del primo cittadino, Como è andata alle urne 5 volte: nel 1994, nel 1998, nel 2002, nel 2007 e quest’anno. Le prime due elezioni, vinte da Alberto Botta, hanno avuto un epilogo simile a quelle del 2012: si è andati cioè al ballottaggio.
La prima volta, 18 anni fa, Botta ebbe come avversario Moritz Mantero, allora candidato sindaco
di Como per Como. Al primo turno il futuro sindaco, aveva ottenuto il 40,5% contro il 15,5% di Mantero. Finì con un distacco molto più contenuto: 54,5% contro 40,5%.
Quattro anni più tardi, nel 1998, Botta ebbe come avversario l’architetto Emilio Terragni, candidato del centrosinistra.
Al primo turno il sindaco uscente ebbe la meglio con il 42,46% dei voti a fronte del 29,02% di Terragni. Il ballottaggio non spostò significativamente il consenso della città, anzi: Botta arrivò fino al 58,26% dei voti mentre l’esponente del centrosinistra si fermò al 41,74%.
In entrambi i casi, il dato più significativo del voto al ballottaggio fu il numero di astenuti.
Nel 1994, al primo turno votarono 82 cittadini su 100, percentuale scesa al 57,93% al ballottaggio. Quattro anni dopo, nel 1998, al primo turno si recò alle urne soltanto il 70,69% degli elettori (12 punti in meno delle precedenti consultazioni).
Percentuale letteralmente “crollata” al secondo turno, quando scelse di votare per il sindaco poco più della metà degli aventi diritto (il 51,56% degli elettori).
I precedenti sono quindi piuttosto chiari, anche se molto lontani nel tempo. È possibile che il numero di votanti possa scendere oltre la soglia del 50%.
Il centrodestra sa che questa eventualità potrebbe significare una sconfitta per il proprio candidato e ha quindi puntato molto sull’invito agli elettori ad andare a votare. Il ritorno alle urne di una parte consistente degli astenuti potrebbe infatti permettere il recupero di Laura Bordoli su Mario Lucini. Si vedrà.
L’esito del voto determinerà infine una differente composizione del consiglio per i gruppi rimasti fuori dal ballottaggio. In caso di vittoria del Pdl sia la lista civica di Alessandro Rapinese sia la Lega Nord porterebbero a Palazzo Cernezzi soltanto un consigliere. Con la vittoria di Lucini, invece, i seggi per entrambi questi schieramenti sarebbero due. Sarà quindi interessante verificare come si comporteranno gli elettori di Lega e Adesso Como . E in ogni caso, per sapere come andrà a finire ormai bisogna aspettare soltanto poche ore.

Da. C.

Nella foto:
Oggi e domani si vota anche a Como per eleggere il nuovo sindaco. La sfida è tra il centrosinistra e il Pdl (foto Mv)
21 maggio 2012

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