Elezioni, botta e risposta nel Pd tra Braga e Iantorno

Chiara Braga, parlamentare del Pd

La parlamentare Chiara Braga

Via libera alle primarie per la scelta del candidato sindaco per il capoluogo anche dall’assemblea cittadina del Pd, che si è riunita mercoledì sera. Martedì sera era stata l’assemblea provinciale a indicare nelle primarie il metodo da seguire per individuare il candidato che correrà contro l’esponente del centrodestra Mario Landriscina. Una scelta adottata nonostante le perplessità emerse da più parti, per esempio dallo stesso segretario provinciale dei Dem, Angelo Orsenigo, che ha definito le primarie «utili ma non indispensabili».

Anche nella riunione di mercoledì sera le scintille non sono mancate. Ad accendere gli animi l’intervento della deputata Chiara Braga, componente della segreteria nazionale del Pd. Nel corso dell’assemblea cittadina la parlamentare lariana, che alle primarie preferirebbe la scelta diretta del candidato alla carica di sindaco, ha sottolineato, senza fare nomi, la necessità di individuare candidature non riconducibili all’amministrazione uscente.

Secondo Braga, insomma, servono nomi nuovi per dare un segno di discontinuità rispetto all’attuale maggioranza che governa Palazzo Cernezzi. Una linea che è suonata come una bocciatura dell’intero operato della giunta Lucini e che ha suscitato la reazione dei due candidati alle primarie finora usciti allo scoperto, l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno e il consigliere comunale Gioacchino Favara.

«Io sono assolutamente favorevole alle primarie – puntualizza Iantorno ribadendo quanto dichiarato nel suo intervento all’assemblea cittadina del Pd – Le ritengo un valido strumento di partecipazione, confronto e selezione democratica». E sulla discontinuità chiesta dalla deputata Braga l’assessore di Palazzo Cernezzi sottolinea che, come detto mercoledì sera, «essere interni a questa amministrazione non vuol dire godere di meno consenso» e che «prima di formulare giudizi bisognerebbe approfondire e conoscere bene la situazione della città e la complessità dei problemi che questa amministrazione ha dovuto affrontare». Perché, ha ricordato Iantorno, «oggi si governa la complessità e se non sempre si riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati non necessariamente ciò deve essere addebitato a chi ha avuto ruoli di responsabilità, visto che spesso le situazioni, come per esempio i casi Ticosa e paratie, non solo sono molto complesse dal punto di vista contrattuale, giuridico, tecnico e organizzativo ma sono state anche ereditate dalle gestioni precedenti».

La presa di posizione della parlamentare Dem ha suscitato perplessità anche in Gioacchino Favara, consigliere comunale del Pd in molte occasioni in disaccordo con le scelte della giunta Lucini. «Chiara Braga vorrebbe scegliere un candidato che desse un segno di discontinuità rispetto a questa amministrazione, lei avrebbe voluto il magistrato Giuseppe Battarino ma quest’ultimo ha rifiutato la proposta – afferma Favara – Braga deve essersi persa qualche passaggio perché non tutte le scelte dell’amministrazione Lucini sono state sbagliate e lo dice uno che è stato più volte critico nei confronti della giunta. Certo – conclude Favara – serviranno molti correttivi alle politiche fin qui seguite, dalla cultura al turismo, dalla mobilità ai parcheggi».

Articoli correlati