Elezioni, è fuga dai seggi del capoluogo. Rinunciano 224 scrutatori su 300

Schede elettorali con scrutatrice

Una vera e propria fuga dai seggi. Qualcosa che in passato non esisteva. Non quando gli scrutatori erano indicati dai tanto vituperati partiti.
Il Comune di Como ha affrontato in questi giorni un’emergenza inattesa: lo svuotamento delle sezioni elettorali.
Hanno cominciato i presidenti di seggio: 15 sui 74 nominati dalla Corte d’Appello di Milano hanno fatto sapere direttamente al Tribunale del capoluogo di regione di non poter rispondere alla chiamata e sono stati subito rimpiazzati.
Ma il vero problema è esploso con la nomina degli scrutatori, affidata alla speciale commissione comunale. In 124 (su un totale di circa 300) hanno rinunciato subito; 43 non hanno nemmeno ritirato il decreto di nomina e altri 57 hanno rinunciato dopo il 20 maggio. Una situazione quasi ingestibile, che ha costretto gli uffici di Palazzo Cernezzi a correre ai ripari, delegando il potere di nomina agli stessi presidenti di seggio.
Difficile capire i motivi di una tale disaffezione a un ruolo sino a pochi anni fa giudicato molto importante. Certo è che quanto accaduto a Como si è ripetuto anche in molti altri centri piccoli e grandi. È notizia di ieri la “rivolta” degli scrutatori in Piemonte, insoddisfatti per le cifre a loro dire troppo basse del compenso dei tre giorni di lavoro.
Le curiosità
Dalla Prefettura arrivano anche quest’anno alcune curiosità sul voto a Como. Ad esempio, la sperimentazione della trasmissione digitale dei dati. Sembrerà impossibile, ma fino a oggi per comunicare con via Volta gli esiti degli scrutini o le percentuali dei votanti i Comuni hanno utilizzato il fax. Apparecchio quasi del tutto scomparso dal panorama tecnologico.
Da quest’anno, in una decina di paesi, alla vecchia carta fatta scivolare nel rullo del fax si accompagnerà la più rapida digitazione al computer. Se ogni cosa funzionerà a dovere, in futuro il sistema sarà allargato a tutti. Altra notazione curiosa. Forse nessuno lo sa, ma in Prefettura e nei Comuni giacciono per eventuali «emergenze» circa 100mila schede elettorali, il 20% delle oltre 500mila stampate e distribuite ai seggi.
In tempi in cui le percentuali dei votanti non superano il 60- 70%, questa precauzione può sembrare eccessiva. Ma resiste. Fatti i conti, a livello nazionale si parla di 8-9 milioni di schede stampate per non essere mai utilizzate. Non è poco.
Alcuni numeri
I comaschi chiamati alle urne per le elezioni europee sono poco più di mezzo milione, oltre 12mila in più di 5 anni fa quando gli aventi diritto per le Europee sul Lario erano stati 489.413. Come sempre, le elettrici sono in maggioranza: 256.300, pari al 51,09%, contro 245.329 uomini. I seggi nei 148 comuni della provincia saranno 551, uno in più rispetto alle precedenti consultazioni. Sono aperti dalle 7 alle 23.
Al termine delle operazioni di voto, inizierà subito lo scrutinio delle schede per il Parlamento di Strasburgo. Le urne delle comunali saranno invece aperte domani alle 14. Le liste in corsa per le elezioni europee nella circoscrizione Nord-Ovest sono 16, i candidati 278.
Domani, su Espansione Tv, dalle 17.30 e sino alle 23 andrà in onda la maratona elettorale condotta da Andrea Bambace. In programma anche collegamenti in esterna con i Comuni più importanti e con le sedi dei principali partiti e movimenti.

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1 Commento

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    paolo , 28 Maggio 2019 @ 10:45

    Forse perchè nel privato si fa tanto parlare di sfruttamento del lavoratore e poi lo Stato per 23 ore di lavoro ti riconosce miseri 96 euro.
    Ahh nel privato sono inclusi anche i pasti mentre da scrutatore devi vedere se riesci a mangiare un panino portato da casa!

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