Elezioni federali, i ticinesi premiano Lega e Udc

Bertagni: «La vittoria della destra era attesa». De Giorgi: «Un voto di protesta»
La Lega dei Ticinesi continua la sua avanzata nel cantone al confine con l’Italia. L’alleanza tra il partito del “Bossi elvetico” Giuliano Bignasca e l’Udc si è rivelata vincente alle elezioni federali di domenica scorsa. I due partiti hanno “mandato” al Consiglio nazionale rispettivamente due e un deputato. In Canton Ticino la Lega è cresciuta di oltre 3 punti percentuali, passando dal 14% del 2007 al 17,54%. Balzo di un punto invece per l’Udc, che ha raccolto il 9,71% dei consensi. «Facciamo sentire la vera voce del Ticino ai balivi di Berna» (ovvero ai rappresentanti del potere centrale), ha dichiarato subito dopo la diffusione del risultato elettorale Bignasca, che ha poi approfittato dell’occasione per rispolverare i proclami contro l’Italia e i frontalieri.
Smorza i toni, invece, il leader dell’Udc Pierre Rusconi. «Non è affatto un voto contro gli italiani – dice – Sappiamo tutti che i frontalieri sono necessari. Senza dubbio però ci sono aziende e datori di lavoro svizzeri che dovrebbero guardare con un occhio più benevolo il nostro Paese e pensare ai nostri giovani oltre che al loro tornaconto personale».
«In generale siamo molto soddisfatti dell’esito del voto – aggiunge Rusconi – Diciamo che ci speravamo anche se non potevamo avere certezze. La congiunzione con la Lega ha funzionato e siamo stati premiati entrambi. Ora tocca a Berna proporre le soluzioni. Abbiamo detto chiaramente quello che non va, ora speriamo che arrivino le risposte. Anche i sindaci italiani, però, devono farsi sentire con maggior forza a Roma».
All’origine del successo elettorale ci sarebbe proprio l’alleanza tra i due partiti. «Il meccanismo della congiunzione, ovvero la possibilità di unire due liste per aumentare i voti, ha fatto la differenza – spiega Aldo Bertagni, vicedirettore della “Regione Ticino” – Lega e Udc hanno fatto l’intesa, Verdi e Socialisti no e questo ha fatto sì che la sinistra, per 180 schede, ha ceduto il suo secondo seggio a Lega e Udc. Il Partito Liberale e Radicale mantiene la maggioranza relativa, ma perde un seggio. Nel complesso, comunque, credo che in Ticino non cambierà nulla».
«Il dato storico è che per la prima volta in 90 anni l’Udc ha conquistato un seggio in Canton Ticino – aggiunge Bertagni – In termini più generali possiamo dire che la vittoria della destra era attesa e non è una sorpresa. Si consolida la tendenza manifestata alle cantonali dell’aprile scorso, con il successo del partito di Bignasca. A livello nazionale, invece, hanno perso tutti i partiti tradizionali e hanno vinto due partiti piccoli e appena nati, i Verdi Liberali, passati da 2 a 12 seggi, e il Partito Borghese Democratico, costola dell’Udc che dal nulla ha ottenuto il 5% dei consensi. I Verdi tradizionali (scesi dal 9,6% del 2007 al 7,9% di domenica, ndr) sono i grandi perdenti e hanno avuto una sconfitta inattesa».
Sempre su scala nazionale ha perso voti anche l’Udc, calato dal 28,9% al 25,9%.
Letto in chiave economica, l’esito del voto in Ticino è una conferma di una situazione diffusa su scala europea. «Gli svizzeri vivono di internazionalità e l’impasse che c’è in Europa è una grossa difficoltà – dice Valerio De Giorgi, editore e direttore responsabile di “Ticino Management”, mensile economico elvetico – Il voto è una diretta conseguenza della situazione. È un voto di protesta, un modo per farsi sentire maggiormente a Berna, anche se non sembra ancora chiaro come. Non credo affatto che l’esito possa essere letto come un voto contro gli italiani. Avere tanti frontalieri è una fortuna, significa che nonostante tutto l’economia va ancora bene e questo è un fatto».

Anna Campaniello

Nella foto:
I frontalieri sono stati spesso nel mirino della campagna elettorale della Lega dei Ticinesi e dell’Udc (Fkd)

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