Elezioni, la politica italiana torna sul “luogo del delitto”

Il dariosauro
di Dario Campione

Tutto riparte da dove è iniziato. La politica italiana torna sul luogo del delitto, per usare un’espressione cara agli appassionati di gialli. Torna a Milano, dove domenica e lunedì si vota per eleggere il sindaco. Milano è la città di Letizia Moratti, certo. Ma è soprattutto la città di Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio ha scelto di partecipare in prima persona alle elezioni con un unico obiettivo: vincere. Milano è la città di Mani Pulite. Da Milano, dal Palazzo di Giustizia

, partì l’ondata di piena che travolse la prima Repubblica. Milano è una città simbolo. È stata la prima grande metropoli governata dalla Lega (anche se nessuno ricorda più il sindaco Formentini). Ed è oggi la capitale di quel Nord diventato sempre più “luogo politico” oltre che geografico. Il test elettorale di domenica e lunedì prossimi è importante ma forse non decisivo, come sempre in Italia. Può cambiare qualche equilibrio, accendere qualche discussione. Ma non avrà un effetto cataclisma. A meno che Milano non cambi strada. In quel caso il segnale sarebbe forte. Costringerebbe a rivedere lo scenario. Metterebbe in moto processi nuovi. Sono trascorsi quasi 20 anni dall’arresto di Mario Chiesa. La “rivoluzione” della legalità e il trionfo dei magistrati contro i politici corrotti è ormai un pallido ricordo. I temi sul tappeto, oggi, sono altri.
I partiti e le ideologie sono stati sepolti dalle macerie di molti muri. Ma l’Italia resta un Paese in perenne transizione. Di questo parliamo stasera, in diretta su Etv, a partire dalle 20.30. Nel tentativo di capire quanto ancora lunga potrà essere la traversata verso un sistema meno fragile.
dariosauro@espansionetv.it

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