Elezioni politiche del 4 marzo, la trappola del voto disgiunto: ecco come evitarla

Seggi elettorali

Elezioni a Como (foto Antonio Nassa) Elezioni a Como (foto Antonio Nassa)

La nuova legge elettorale per il Parlamento nazionale è un terreno sconosciuto e pieno di insidie. Soprattutto per gli elettori lombardi che il 4 marzo riceveranno ai seggi una terza scheda – quella verde per le Regionali – e dovranno fare molta attenzione a non cadere nella trappola del voto disgiunto.

Sia per la Camera sia per il Senato non si potrà infatti votare con il sistema in vigore invece per i Comuni e per la stessa Regione. E anche la complessità delle schede rosa e gialla – sulle quali saranno stampati i nomi di tutti i candidati, sia quelli per i collegi uninominali sia quelli per i collegi proporzionali – non aiuterà affatto.

La via più semplice, per Camera e Senato, è votare il simbolo di un partito. Quella un po’ più tortuosa è preferire il candidato dell’uninominale. Da sconsigliare, invece, il voto al candidato dell’uninominale e al partito, perché se si sbaglia riga si rischia di annullare la scheda.

Il problema sta nel fatto che per la Regione è possibile dare il proprio voto contemporaneamente a un candidato presidente e a un partito di una coalizione diversa. È il famoso voto disgiunto, che ormai fa parte dello scenario delle urne da oltre 25 anni, da quando cioè è stata introdotta l’elezione diretta del sindaco nei Comuni con oltre 15mila abitanti.

Di fronte a schede con nomi e simboli, gli elettori sono naturalmente portati a immaginare di poter “dividere” i consensi tra i singoli e i partiti. Ma non è così per il Rosatellum, legge che non lascia ai cittadini la possibilità di spacchettare il voto.

Meglio quindi tracciare un solo segno, appunto sul simbolo del partito o del movimento che si intende appoggiare. E ricordarsi di non scrivere in ogni caso nulla sulla scheda: né il nome dei candidati né altro. Pena, sempre, l’annullamento del voto.

Ciò che aiuta e permette di orientarsi è il colore. La scheda per le regionali è di un verde molto scuro e si distingue chiaramente dal giallo paglierino del Senato e dal rosa pallido della Camera dei Deputati.

Tra i Paesi occidentali siamo e restiamo forse l’unico ad avere un sistema elettorale diverso per ciascun livello istituzionale. Dal proporzionale quasi puro delle europee al maggioritario secco delle amministrative nei Comuni sotto i 5mila abitanti. Passando per i sistemi misti con o senza listini di Parlamento e Regioni.

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