Elezioni regionali: numeri e nomi del voto sul Lario
Elezioni 2018, Politica, Territorio

Elezioni regionali: numeri e nomi del voto sul Lario

I segretari di partito volano in consiglio regionale.
Lega, Pd e Forza Italia hanno eletto domenica i rispettivi dirigenti locali. In qualche modo una sorta di ritorno all’antico, ai tempi in cui il cursus honorum delle forze politiche prevedeva appunto una serie di passaggi prima del grande salto in Parlamento (che molti tentavano e pochi riuscivano a centrare).
Il consiglio regionale era uno di questi salti. Il penultimo gradino della scala. E comunque uno dei più importanti.
Fabrizio Turba, Alessandro Fermi e Angelo Orsenigo, rispettivamente segretari provinciali di Lega, Forza Italia e Partito Democratico, hanno conquistato il lasciapassare per il Pirellone. A dire il vero, per Fermi è un ritorno, che rafforza il significato politico della scelta dei partiti maggiori di candidare gli uomini di punta.
Seggio bloccato
I dati finali della partita regionale sono arrivati con un ritardo clamoroso a causa di un seggio canturino “bloccato” e costretto al riconteggio delle schede in Tribunale.
Poco o nulla è però cambiato rispetto ai numeri parziali pubblicati ieri dal nostro giornale. La Lega ha stravinto superando il 32,5% e conquistando due seggi. Oltre a Turba entra in consiglio regionale anche Gigliola Spelzini, insegnante di Sorico e segretaria di circoscrizione del Carroccio in Altolago.
Il Pd è il secondo partito in provincia poco sotto il 19% e stacca di un paio di punti il Movimento 5 Stelle che elegge sul Lario il suo primo consigliere regionale, Raffaele Erba.
Forza Italia si attesta sopra il 16% e, come detto, riporta a Milano Alessandro Fermi. Dopo un solo mandato non vengono invece rieletti Francesco Dotti e Daniela Maroni, esponenti rispettivamente di Fratelli d’Italia e della Lista Fontana Presidente.
Sino all’ultimo, in realtà, l’assegnazione del terzo seggio di Fratelli d’Italia è rimasto in bilico tra Bergamo e Como. A penalizzare Dotti è stato il resto più alto della Lega che ha fatto scattare il secondo eletto sul Lario e impedito l’elezione dell’ex sindaco di Argegno. A parti invertite si è ripetuto quanto successo 5 anni fa, quando Dotti riuscì a conquistare il seggio grazie alla rinuncia “forzata” del candidato di Mantova. Per il centrodestra è rimasto in attesa a lungo di conoscere l’esito definitivo dello spoglio anche il sindaco di Gravedona ed Uniti, Fiorenzo Bongiasca, che nonostante un risultato personale molto apprezzabile – 2.500 preferenze, poco meno della metà di tutte le schede di Noi con l’Italia-Udc – è stato scavalcato da Raffaele Cattaneo, presidente del consiglio regionale uscente e candidato nella circoscrizione della provincia di Varese.
Nessun eletto, invece, per Liberi e Uguali che rimane addirittura fuori dal consiglio regionale dopo essersi fermata al 2,12% (ma in provincia di Como il dato è stato ancora più basso, soltanto l’1,64%).
Nel complesso, il nuovo consiglio regionale sarà composto da 28 consiglieri della Lega, 14 di Forza Italia, 3 di Fratelli d’Italia, 1 di Noi con l’Italia, 1 della lista civica del governatore Attilio Fontana, 14 del Pd, 14 del Movimento 5 Stelle, uno di +Europa e uno della lista civica di Giorgio Gori. A questi andranno aggiunti gli stessi Fontana e Gori. Un ultimo seggio, fino alle 22 di ieri sera, non era stato assegnato a causa del riconteggio delle schede di due seggi (a Cantù e a Busto Arsizio).

7 Mar 2018

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Redazione Corriere di Como

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