Eliporti inagibili, volo notturno a rischio. Cantù, Zelbio e Porlezza senza più soldi

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Sanità sul Lario
Mario Landriscina: «In queste aree tempi di intervento decisivi»

Tre piazzole chiuse e volo notturno a rischio per l’elicottero del 118. Le difficoltà economiche hanno bloccato la manutenzione e costretto allo stop le basi di Cantù, Zelbio e Porlezza, punti strategici per il funzionamento della rete territoriale necessaria per garantire l’efficacia del servizio.
«Senza un numero adeguato di

punti attrezzati per l’atterraggio anche di notte, l’intero sistema è in pericolo», avverte Mario Landriscina, responsabile dell’emergenza e urgenza di Como. In tema di volo notturno, il territorio lariano è stato a lungo tra i meglio attrezzati della Lombardia. La Provincia, con l’allora assessore Alberto Frigerio, in accordo con le Comunità montane e e Comuni, aveva coordinato la realizzazione di 10 elisuperfici attrezzate per il volo notturno.
«La rete è sempre stata un fiore all’occhiello del nostro sistema di emergenza e urgenza – conferma Landriscina – Queste piazzole sono utilizzate sporadicamente di notte, ma in questi casi fanno davvero la differenza. Sono state realizzate in punti strategici. In queste aree, i tempi di intervento con l’ambulanza o con l’elicottero hanno una differenza abissale, che cambia sostanzialmente la prospettiva per il paziente».
La mancanza di fondi per un’adeguata manutenzione però ha già portato alla chiusura, nella fascia notturna, delle basi di Cantù, Zelbio e Porlezza. «I costi per garantire la funzionalità dell’elisuperficie sono significativi e capisco le difficoltà economiche degli enti locali – dice Landriscina – È bene però dire anche che la Regione investe una somma molto importante per finanziare il volo notturno, uno sforzo che rischia di essere vanificato senza un numero adeguato di basi di appoggio. Penso che gli enti locali, unendo le forze, potrebbero assicurare il funzionamento delle piazzole».
Emblematico il caso di Cantù. Nel tempo, i costi di manutenzione sono stati sostenuti solo dalla città brianzola, che ora ha alzato bandiera bianca e ha tagliato i fondi, al punto che la base è stata chiusa.
«Parliamo di una base strategica, al servizio anche di un ospedale – dice ancora il responsabile del 118 – La chiusura è un problema serio. La piazzola, però, non è al servizio del solo comune di Cantù ma di un’area ben più vasta. Una suddivisione delle spese di gestione tra tutti gli enti interessati abbatterebbe notevolmente il costo per il singolo ente. Probabilmente, in questo modo si potrebbe trovare una soluzione per garantire nuovamente un presidio essenziale».
Lo stesso appello vale in generale per l’intero territorio lariano. «Parliamo di un servizio che fa davvero la differenza in caso di emergenza – conclude Mario Landriscina – Garantirne l’efficienza dovrebbe stare a cuore a tutti».

A. Cam.

Nella foto:
L’elicottero del 118 potrebbe essere costretto a sospendere il volo notturno con grave danno per il territorio lariano

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