Elogi ai tifosi colpiti da Daspo: il Como si dissocia da Ambrosini

Cesare Ambrosini all’ingresso in campo nella “famigerata” partita con il Mantova. Al termine le sue parole, che suscitarono perplessità e irritazione

A una decina di giorni dalla partita interna contro il Mantova e dalle esternazioni dell’allora capitano Cesare Ambrosini – che se la prese con i tifosi allo stadio e lodò quelli colpiti da Daspo, che al Sinigaglia non potevano stare – la dirigenza del club si è dissociata dal giocatore. «Noi siamo dalla parte dei tifosi che con la loro passione e il loro amore per il Calcio Como, ci accompagnano in questa avventura – spiega la società – Quelli che sostengono e credono nella società e nei giocatori, e che con il loro supporto ci aiuteranno a raggiungere obiettivi importanti».
Quindi la dissociazione da chi si è reso protagonista di episodi che hanno portato all’emanazioni dei Daspo, i provvedimenti che impongono di stare lontani dagli impianti durante gli eventi sportivi. «Siamo distanti anni luce da quelle persone che non rispettano le regole, anzi le sfidano con metodi incivili». E quindi dalle parole di Cesare Ambrosini: «Non condividiamo il concetto espresso dal nostro giocatore Cesare Ambrosini, espresso sicuramente in un’ottica costruttiva ma in modo concitato e confuso, condizionato dalla tensione del post partita, confermando che, nel rispetto delle regole comportamentali, la discussione e i relativi “provvedimenti” tra società e giocatore rimarranno all’interno della società stessa».

 

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