Emergenza immigrazione: asilo politico, sul Lario 12 domande al giorno

In media, ogni giorno, vengono registrate a Como dai funzionari della Questura 12 domande di asilo politico. Nei primi 4 mesi del 2017, i migranti che hanno chiesto l’attivazione della procedura necessaria per ottenere lo status di rifugiato sono stati infatti 1.534.
Un numero enorme, se si pensa che in tutto il 2016 le stesse domande erano state, sempre a Como, “soltanto” 1.419. Le cifre di un fenomeno che sta assumendo proporzioni difficili da gestire sono state rese note ieri mattina in Tribunale dal dirigente dell’ufficio Immigrazione di viale Roosevelt, il commissario capo Riccardo Bonomo, il quale ha tenuto una breve relazione in un convegno organizzato dal Gruppo Cronisti della città nell’ambito dei percorsi di formazione cui sono tenuti a partecipare i giornalisti iscritti all’ordine professionale.
Bonomo ha pure aggiornato i dati relativi alle presenze nel centro di accoglienza di via Regina – «dove dall’apertura a oggi sono transitate 3.402 persone» – e quelli riguardanti «le altre 23 strutture sparse sul territorio della provincia»; case protette che potrebbero ricevere fino a 760 migranti ma in cui al momento sono ospitate 1.540 persone.
La più grande di queste strutture resta, ovviamente, il centro di via Regina con i suoi 393 posti. E un turnover comunque elevato, se si pensa appunto al numero dei transiti (dieci volte superiore).
In realtà, stando alle parole di Angelo Sais, dirigente della squadra mobile cittadina intervenuto assieme a Bonomo al convegno di ieri mattina in Tribunale, «attualmente non c’è a Como alcuna situazione di emergenza». La crisi della scorsa estate è stata pienamente superata, quantomeno dal punto di vista dell’ordine pubblico. Sebbene il futuro non sia facilmente prevedibile. «Il sistema italiano di accoglienza dei richiedenti asilo – ha spiegato Sais – funziona ed è integrato a livello europeo». Ma i tempi di disbrigo delle pratiche di richiesta dell’asilo politico sono molto lunghi: in media 3 anni.
«Per questo – ha aggiunto Sais – servirebbero quote di ripartizione tra i vari Paesi». In Italia sono al lavoro 20 commissioni chiamate a vagliare le domande di asilo. Due di esse sono in Lombardia: a Milano, dove circa la metà delle richieste viene «rigettata»; e a Brescia, dove la percentuale di respingimenti è addirittura del 98%. Il vero problema è nei tempi. Tra la presentazione della singola domanda e il primo atto della procedura amministrativa – la cosiddetta “intervista” del richiedente asilo – trascorre in media un anno.
Da. C.

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