Emergenza profughi a Como, Salvini all’attacco

© Matteo Salvini alla stazione (Foto Nassa) © Matteo Salvini alla stazione (Foto Nassa)

Il comizio di Matteo Salvini in via Garibaldi dura solo qualche minuto. Poche parole, poi il segretario della Lega Nord annuncia: «Vado in stazione. Non faccio “il Renzi”, che si è tenuto ben lontano da San Giovanni. Faccio il pendolare, lo studente, l’operaio che deve andare ogni giorno a prendere il treno in questa situazione». Il pensiero del Carroccio è riassunto nella scritta #liberacomo, stampata sulla maglietta rossa che indossa anche il leader nazionale. Seguito da un corteo di circa 150 militanti, Salvini attraversa il parco della stazione, dove sono accampati i migranti e prosegue fino ai binari, dove ci sono altri giacigli di fortuna. «Non ce l’ho con queste persone ma con chi consente questa situazione, questa vergogna – scandisce Matteo Salvini – Questa deve tornare ad essere una stazione ferroviaria dove le persone vanno a prendere il treno per andare a studiare o a lavorare senza doversi affidare a Padre Pio o fare strane scaramanzie».
«Passando dalla stazione ai container non si risolve nulla – dice ancora Salvini – Il problema non è spostare queste persone ma distinguere i veri profughi. Qui non ho visto molte persone che scappano da una guerra. Ho visto pochissime donne e bambini. Ho visto piuttosto molti ventenni robusti e in salute, con le cuffiette nelle orecchie e l’i-phone, che vanno in giro per Como a caccia di Pokemon».
Anna Campaniello

Articoli correlati