Emergenza sanitaria, il Consiglio di Stato ticinese: «Più controlli ai valichi»

Svizzera, dogana (Como, Ponte Chiasso), frontalieri

Viene inoltre sollecitato un attento monitoraggio sui “turisti della spesa”

Il Consiglio di Stato ticinese chiede un aumento dei controlli al confine con il nostro Paese. La questione viene posta ufficialmente in una nota in cui il Governo cantonale esprime la sua posizione al Consiglio federale, condividendo la proroga fino al 28 febbraio delle misure anti-contagio a livello nazionale. «Il Governo ticinese, considerata la particolare situazione territoriale – dice il comunicato – ha chiesto nuovamente l’introduzione di maggiori controlli alla frontiera tra Italia e Svizzera e l’opportunità di dichiarare lo stato di situazione straordinaria che permetterebbe di avere una gestione unitaria su tutto il territorio nazionale e una maggior tempestività nelle decisioni e negli interventi».
Viene inoltre ribadita la richiesta di monitorare «il turismo degli acquisti, invitando le autorità federali a verificare l’allineamento delle disposizioni fra i Cantoni e a monitorare con attenzione le regole in vigore oltre i confini nazionali.
Per quanto riguarda le limitazioni annunciate da Berna, questa è la valutazione del Consiglio di Stato. «Si sottolinea l’esigenza di presentare congiuntamente anche un programma di aiuti economici mirati, celeri e rafforzati ai settori colpiti dalle chiusure: si tratta in particolare degli esercizi della ristorazione, dei centri fitness, del settore della cultura e del tempo libero obbligati a una chiusura di una settantina di giorni, pur dovendo continuare a pagare i costi fissi».
Il Consiglio di Stato ticinese ritiene invece «eccessivo» l’obbligo della mascherina sul posto di lavoro per chi si trova alla propria scrivania, con il distanziamento e l’uso di pannelli divisori in plexiglass. A Berna si chiede inoltre di «proporre misure per ridurre la concentrazione di persone nei mezzi pubblici» e di «pensare a raccomandazioni mirate per le fasce della popolazione “a rischio” come, ad esempio, orari dedicati in negozi e attività commerciali».
Gli ultimi numeri del contagio oltreconfine segnalano un calo. Ieri il Ticino ha registrato infatti 61 nuovi positivi. Un dato da ricondurre però in parte al minor numero di tamponi effettuati domenica. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio del medico cantonale nel bollettino, sono stati 6 i nuovi ricoverati e 9 i pazienti dimessi. Gli ospedali ticinesi stanno curando 352 malati Covid. Di questi, 51 sono in terapia intensiva. Otto persone hanno perso la vita nelle ultime 24 ore, portando il numero totale delle vittime a 850.

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