Emergenza sovraffollamento al Bassone. I detenuti sono 410, quasi il doppio del tetto

Il carcere del Bassone

Nel carcere del Bassone di Como è emergenza sovraffollamento. Lo segnala l’associazione “Antigone”, che dal 1998 è autorizzata dal ministero dal ministero della Giustizia a visitare gli oltre 200 gli Istituti penitenziari italiani. Originariamente ogni due anni, ma dal 2007 ogni anno, “Antigone”redige un rapporto annuale sulle condizione di detenzione in Italia, che è strumento di conoscenza per chiunque si avvicini alla realtà carceraria. Il rapporto per quanto riguarda Como – relativo alla più recente visita dell’associazione che è stata effettuate all’inizio di quest’estate – definisce la situazione «drammatica» per quanto riguarda l’affollamento. E intanto le guardie carcerarie sono in difficoltà nel fronteggiare la quotidianità.

Al Bassone, fa sapere il rappresentante della Federazione Sicurezza della Cisl di Como, ci sono a tutt’oggi 410 detenuti, di cui 48 donne. La capienza tollerabile è di 222 unità per la somma delle due sezioni maschile e femminile. Di recente si è aggiunta una minima quota di transessuali (una decina) che hanno preso posto nell’area di detenzione un tempo riservata ai detenuti cosiddetti “protetti”, cioè quelli che vedono messa a rischio la loro incolumità secondo il codice etico non scritto che vige dietro le sbarre, come ad esempio chi ha sulle spalle l’accusa di pedofilia. Gli agenti in servizio sono circa un centinaio, comprendendo nel numero anche il personale addetto al reparto femminile (una ventina di guardie carcerarie). E dato che non ci sono in previsione nuove assunzioni per i tagli alla spesa della pubblica amministrazione, fa sapere il sindacato comasco, mantenere efficiente la sicurezza diventa sempre più difficoltoso per gli addetti ai lavori. Specie per chi ha a che fare direttamente e in prima persona con episodi di violenza.

Come spiega una guardia penitenziaria che preferisce restare anonima, nel carcere del Bassone c’è poi da tenere monitorata la circolazione di sostanze stupefacenti, dato che i cani antidroga sono presenti in parlatorio solo una volta al mese in media. E dato che, ogni volta che ciò avviene, vi sono sequestri di marijuana e hashish, è necessario serrare le maglie dei controlli per evitare che qualcosa possa sfuggire. C’è poi il problema della quantità di detenuti che è possibile ospitare in ciascuna cella, che ora si chiama “camera di pernottamento”. Devono essere non più di tre per cella, ossia devono avere almeno 3 metri quadrati a disposizione al netto dell’arre – do presente, e la Corte di Giustizia europea sui frequenti sforamenti di questo tetto ha già sanzionato spesso l’Italia. Per sopperire a queste limitazioni gli agenti, fa sapere il sindacato, hanno l’ordine di lasciare aperte per circa 12 ore al giorno le aree di detenzione contigue, perché i detenuti possano avere più spazio a disposizione. In caso di episodi di sforamento del tetto massimo di detenuti per cella, è previsto dal regolamento che gli esuberi vengano sfollati in altre strutture delle 17 presenti nel territorio della Lombardia come ad esempio Busto Arsizio, Opera e Bergamo. In genere, fa sapere il sindacato, si lavora per mantenersi al di sotto della soglia per evitare emergenze.

 

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