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Emma Tricca, la pupilla di Renbourn rilancia la tradizione del folk internazionale

altIl nuovo album anche su vinile: «Se fosse per me, i cd non sarebbero mai esistiti»
Emma Tricca è di origini italiane, ma è stata adottata dal mondo della musica internazionale. Per lei l’incontro chiave è avvenuto durante gli anni di apprendistato come folk-singer, quando a Roma ha incrociato il mitico cantante folk John Renbourn, l’uomo che ha ridefinito con la sua chitarra le componenti stesse della musica tradizionale inglese. Poi, Emma Tricca è partita per New York alla ricerca di una propria identità musicale. Ed è uscito Minor White, il suo debutto discografico, recensito

dall’autorevole rivista “Mojo” con 4 stelle. Per Emma, che spesso torna sul Lago di Como dove ha abitato prima di trasferirsi nella City, è arrivato il momento del nuovo album.
Emma, ci racconta come è nato “Relic”, il suo secondo disco?
«Avevo diverse canzoni pronte per essere registrate, tutte scritte in circostanze diverse e in posti del mondo diversi, alcune privamerili, alcune autunnali. Quando siamo andati in studio con Carwyn Ellis ed il resto della troupe che aveva suonato anche su Minor White, le abbiamo registrate quasi tutte. Una che non riuscivo a domare era Golden Chimes. Avevo scritto la melodia già da tempo ma in versi aveva solo il ritornello e una frase o due di apertura. Carwyn mi è stato col fiato sul collo perché finissi quel pezzo, me lo aveva quasi imposto. Così, quando ci siamo ritrovati per concludere gli arrangiamenti, mi sono seduta in studio e l’ho finita in un batter d’occhio. Nella stesura “semifinale” di Relic c’era un altro brano che poi in seguito è stato dismesso: mandai il disco così com’era a Jane Weaver e Andy Votel. Andy mi chiama e mi dice: “Golden chimes! Quella canzone dovrebbe aprire e chiudere l’album. È meravigliosa. Rimissiamo e facciamo sì che questo pezzo funga da reggilibri”. Non ho avuto dubbi che Andy avesse la giusta intuizione. Era un’idea che tra l’altro si sposava con la direzione che Carwyn aveva dato al brano. Così Sam McLaughlin ha fatto l’ultimo mix e Relic è stato finalmente condotto in porto. In sostanza, anche se i pezzi non sono necessariamente nati per far parte dello stesso progetto, credo che Relic sia un album ancora più concettuale di Minor White. Cose strane accadono quando ci sono le canzoni di mezzo, vero?».
In Inghilterra il suo nuovo album ha ricevuto ottime recensioni.
«C’è stata un’unità corale intorno a questo disco. Quando l’etichetta discografica mi ha comunicato la data di uscita, mi son detta: “È fatta, ora spingiamo questa barca al largo, ora non mi appartiene più, non ho piú controllo”. È stato straordinario il fatto che, anche se in modi diversi, tutte le recensioni hanno lo stesso comune denominatore. Mi sono sentita capita ed è un’esperienza che mi intimidisce e mi rende incredibilmente umile, quasi fossi a piedi scalzi e vestita con un sacco di iuta».
Rispetto al disco d’esordio, ci sono molte novità.
«Sì che ci sono. Dal punto di vista sonoro sicuramente. Ho sentito e sento la necessità di andare sempre oltre, di cercare altre sonorità che accompagnino ciò su cui sto lavorando. Tutto cambia, il fiume scorre. Per questo amo suonare dal vivo, nessun concerto è simile a quello precedente o a quello che lo seguirà».
Cosa si aspetta da questo album?
«Mi aspetto solo di continuare a lavorare, quindi a scrivere ed a suonare».
Ha inciso l’album anche su vinile, un formato tornato attuale.
«Se fosse stato per me, i cd non sarebbero mai esistiti. Adoro l’analogico».
Il folk cosa rappresenta per lei?
«Il folk lo vedo legato al raccontare storie, alla possibilità di mettersi in relazione con gli altri grazie ad emozioni comuni. Ed è la capacità di saperle interpretare in canzoni».
A chi la ritrae come la nuova Joan Baez cosa risponde?
«È un complimento di cui non mi sento all’altezza: come dice lei stessa, c’è una sola e unica Joan Baez. Ma, detto questo, ci sono senz’altro delle affinità. Sicuramente ci accomunano l’amore per le ballate antiche, le chitarre Martin ed i capelli corvini».

L.M.

Nella foto:
Un ritratto di Emma Tricca, che ha appena pubblicato il suo secondo album Relic
23 ottobre 2014

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