Emozioni tra i ghiacci

altPaesaggi (per fortuna) ancora incontaminati, presenza umana quasi impalpabile e l’emozione di toccare il tetto del mondo. Prosegue l’emozionante viaggio iconografico di un noto personaggio comasco tra i ghiacci perenni del Nord, alla scoperta della luce e dei colori di cieli dove si vive senza sole tre mesi l’anno.
Dopo il successo della mostra “Iceberg e oltre” allo Spazio Natta dello scorso anno, Alberto Conti, noto medico lariano specialista in Audiologia – ha da sempre la passione per l’immagine oltre che per la musica (è consigliere della prestigiosa “Società del Quartetto” di Milano) – è tornato il mese scorso alle Svalbard con la sua fedele Canon digitale.

Tutto è nato anni fa da un viaggio di lavoro in Svezia. Grazie al quale Conti ha potuto introdurre in Italia il “Boel test”, un esame pediatrico che consente di accertare se il bimbo sente bene e non ha problemi di udito. È stata l’occasione per una prima escursione a Capo Nord, che l’ha fatto innamorare di quei paesaggi. In seguito, Conti ha esplorato le Isole Lofoten, i fiordi norvegesi, la Groenlandia e appunto le Svalbard, all’80° parallelo.
Dove è tornato il mese scorso per approfondire in una crociera di otto giorni, a bordo di una nave di 11mila tonnellate di costruzione italiana, la conoscenza di fiordi e ghiacciai. Con la nave ha anche superato l’80° parallelo, ricevendo l’apposita attestazione con un diploma ufficiale.
Conti, per realizzare i suoi scatti “ghiacciati”, senza filtri o manipolazioni digitali, ha costruito sempre crociere su misura per raccontare le meraviglie di una natura tanto aspra e selvaggia quanto meravigliosa.
«Le Svalbard o Spitsbergn – dice Conti – sono una miriade di isole, circa un quinto dell’Italia, e sono abitate in tutto da 2.500 persone. Chi si avventura fuori dai centri abitati deve munirsi di armi per difendersi dagli orsi polari, che sono diffusissimi, o farsi accompagnare da un’apposita guida. Ho avuto l’occasione di spedire una cartolina imbucandola nella cassetta postale più a Nord del pianeta. Mezz’ora prima di spedirla, ci era passato davanti un orso, e io ne ho documentato le orme con uno scatto».
Non è mancato un omaggio alla memoria delle imprese del grande esploratore Umberto Nobile: proprio dalle Svalbard nel 1928 partì il dirigibile “Italia” per il Polo Nord, poi schiantatosi fra i ghiacci, e lo ricordano i cimeli – tra cui la mitica “tenda rossa” – conservati nel “Museo dell’aria” di Longyerbyen, la capitale delle Spitsbergen.
Dove permangono le memorie di una forte attività mineraria, sotto l’egida dei russi, e anche un modernissimo laboratorio scientifico, nella vicina località di Ny-Alesund.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
un convoglio minerario e sullo sfondo il traliccio da cui partì il dirigibile “Italia”

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