Ennesimo blitz a Villa Saporiti. La finanza prende l’agenda di Carioni

Prosegue l’inchiesta sui viaggi del presidente con le auto blu
Nuovo, ennesimo blitz della guardia di finanza a Villa Saporiti in merito alla vicenda dei chilometri di spostamento con l’auto blu effettuati dal presidente Leonardo Carioni. Questa volta, le fiamme gialle si sono presentate alle porte dell’amministrazione provinciale di giovedì mattina, alle 10.30, chiedendo del segretario generale Luigi Burti e del presidente Carioni, che tuttavia erano impegnato in giunta. Per questo, dopo un iniziale sconcerto da parte di assessori e presenti, la giunta è
proseguita e gli uomini della finanza – in borghese – hanno pazientemente atteso fuori dall’aula per quasi un’ora. Al termine della seduta, le fiamme gialle hanno preso in consegna il segretario e il presidente per chiedere ciò che era negli obiettivi della visita, ovvero il registro di assenze, presenze e malattie degli autisti, allontanandosi pure infine con l’agenda personale di Leonardo Carioni che, occorre ricordare, al momento non è ancora iscritto sul registro degli indagati del pubblico ministero attivo sulla vicenda, Massimo Astori.
Il fascicolo sulla vicenda delle auto blu è aperto con l’ipotesi di reato di peculato d’uso, che si configura quanto «il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio si appropria della cosa al solo scopo di farne uso momentaneo».
In questo caso, ovviamente, l’uso momentaneo riguarderebbe le automobili messe a disposizione del presidente per i suoi spostamenti.
La vicenda delle auto blu del presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, è esplosa qualche settimana fa quando la guardia di finanza fece irruzione alle 9 della mattina negli uffici di Villa Saporiti per poi trattenersi una intera giornata.
Un blitz che aveva lo scopo di recuperare più documenti possibili proprio in relazione agli spostamenti del presidente Carioni. Per questo furono sentiti i suoi autisti e per questo, qualche giorno dopo, vennero anche acquisiti (con una nuova visita) i dati contenuti nei navigatori satellitari delle vetture. Un passaggio, quest’ultimo, reso fondamentale dall’assenza del registro degli spostamenti (con le motivazioni degli stessi) effettuati dal presidente per impegni istituzionali. Insomma, il sospetto della Procura lariana, che ora come detto indaga per peculato d’uso, è che quei 35mila chilometri effettuati in dodici mesi siano eccessivi e proprio per questo si sta cercando di ricostruire con precisione sia gli spostamenti, sia i motivi alla base dei viaggi di rappresentanza.

Mauro Peverelli

Nella foto:
La sede dell’amministrazione provinciale dove giovedì mattina si è nuovamente recata la guardia di finanza

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