Ennio Ferrari, oltre 200 immagini nella mostra alla Casa Cavalier Pellanda di Biasca fino al 2 maggio

Biotopo al San Bernardino, 2017, foto di Ennio Ferrari

Ennio Ferrari, imprenditore fotografo. Nelle sale del Museo Casa Pellanda a Biasca riapre mercoledì 3 marzo la mostra di fotografie di Ennio Ferrari. Oltre 200 immagini scattate in analogico con Canon e Kodak, utilizzando la pellicola 200 ASA e stampate su plexiglass: 6 in formato 80×100, le altre 30×45 cm.

È un’occasione unica per conoscere questo aspetto di un imprenditore tra i più noti del mondo industriale ed economico del Ticino del dopoguerra, fondatore della Ennio Ferrari e delle altre ditte del pool, che si è progressivamente allargato sino a diventare una delle realtà imprenditoriali più importanti in Ticino. Accanto a tanto lavoro, all’imprenditoria, alle ditte che ha costituito e diretto (e che adesso continuano con i figli), agli amici, all’entusiasmo di creare lavoro ed occupazione ha sviluppato un crescente interesse per la fotografia sino a raggiungere alti livello di qualità. Lo conferma la mostra che riparte nelle sale di Casa Pellanda a Biasca, accompagnata dal catalogo dalle Edizioni Arte e Comunicazione con un’introduzione critica di Dalmazio Ambrosioni e un riassunto della biografia di questo imprenditore che, alla vigilia dei 95 anni (è nato a Lodrino nel marzo 1926), non finisce di stupire.

Quando si parla con lui di fotografia, al solito minimizza. «Fotografare è facile. Una buona macchina fotografica ed è fatta». E precisa: «Mi piacciono la natura e i suoi colori, specie in autunno. Mi piace fotografare in particolare la natura montana, le valli, gli animali selvatici (stambecchi, camosci, cervi, marmotte…) boschi, laghi e laghetti alpini, vedute e panorami, fiori e cieli, tanti fiori e tanti cieli». Dagli anni ’60 Ennio ha iniziato a dedicare alla fotografia qualche attenzione in più e la macchina fotografica è diventata un’abitudine. Per solito due sul sedile posteriore dell’auto con una piccola scelta di obiettivi, pronte ad essere utilizzate al momento giusto.

Negli anni si è dato appuntamenti fissi, luoghi ed orari dove sa che la luce è quella giusta. Magari Orselina, Brè o altri balconi naturali da cui riprendere laghi e colline. Gli scenari del San Gottardo risalendo la Leventina, i villaggi, gli alpi, le cime; oppure la regione del Ritom, una delle predilette. Valli intriganti come la Verzasca, dove il fiume pare giocare con i suoi riflessi. Ma anche Vallemaggia, Onsernone, Centovalli e qualche piccola valletta discosta. La Valle di Blenio su su fino al Lucomagno e oltre, il San Bernardino, in particolare i suoi laghetti risalendo verso il Passo. Con il trascorrere degli anni la voglia di fotografare non è diminuita, tutt’altro. E l’avventura continua. Per le visite annunciarsi a: info@ennio-ferrari.ch.

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