Entusiasmo per il Como tutto lariano. «Adesso possiamo puntare in alto»

Accolto con soddisfazione l’ingresso della cordata di imprenditori della città
Le prime reazioni sono di entusiasmo e soddisfazione, inutile negarlo. Il Como tornato ai comaschi piace agli appassionati lariani che da sempre seguono le vicende della squadra di calcio cittadina.
Ad accogliere con soddisfazione l’annuncio dell’altro ieri c’è, tra gli altri, lo scrittore Andrea Vitali, che è originario di Bellano, nel Lecchese, ma che da sempre è un sostenitore dei biancoazzurri.
«Sono assolutamente contento – dice Vitali – Mi auguro che questa società torni
ad avere lo stile di un tempo sotto ogni profilo. Cito la gestione del presidente Benito Gattei, che era un esempio per la sua oculatezza».
«Sappiamo tutti che un tifoso del Como non può aspirare a vedere la sua squadra in Coppa dei Campioni – aggiunge lo scrittore – ma non sarebbe male rivedere la squadra in serie B, con qualche onorevole capatina in A, tanto per togliersi qualche soddisfazione a quel livello».
Vitali sottolinea anche l’importanza del legame della proprietà con il territorio. «La conclusione di questa trattativa – spiega – smentisce la credenza che i comaschi siano disinteressati alla loro squadra di calcio. Le loro caratteristiche, del resto, sono note in tutto il mondo: sono persone con i piedi ben piantati per terra, che non buttano i soldi e sanno come si lavora. Per il futuro è una garanzia».
L’avvocato Pietro Mario Vimercati, pure grande tifoso del Como, si sofferma sul discorso dello stadio: «Sicuramente un importante discorso di politica amministrativa del club sarà quello legato all’impianto di gioco – afferma – Per il gruppo che arriva questa sarà una questione strutturale, anche per determinare il futuro del club».
«Certamente – aggiunge – non posso che accogliere con favore l’arrivo di imprenditori lariani alla guida del Como ed è positivo che la città si sia riappropriata del suo club. Ultimamente, diciamocelo, non c’era grande attenzione nei confronti del club, un po’ per la crisi ma soprattutto, penso, per la natura intrinseca dei comaschi. Questo è sicuramente un importante segnale».
E un plauso al nuovo gruppo arriva da chi, di fatto, ne ha favorito l’ingresso, il consigliere di minoranza Nini Binda, che qualche mese fa, con il suo voto favorevole ad Amilcare Rivetti all’assemblea dei soci, favorì il ribaltone che ora ha portato all’ingresso del nuovo gruppo nel controllo del Como. «Io entrai in società nel 2009 – afferma – e mi fa piacere aver fatto da apripista all’entrata degli imprenditori lariani nella società». Per ora lo stesso Binda si sta concedendo una pausa di riflessione rispetto al fatto di rimanere o meno nel club. Poi aggiunge: «Mi fa anche piacere che nei programmi di questo gruppo ci sia la valorizzazione dello stadio Sinigaglia, un tema su cui in questi anni ho sempre insistito, visto che è il perno di quella che io giudico la zona più bella della città».
Roberto Antinozzi, già direttore dell’Asl e dell’ospedale Sant’Anna, nonché ex medico del Como, non nasconde la sua soddisfazione: «Mi ricordo, quando ero nel club, il grande amore che dirigenti come Mario Beretta avevano per la loro società – afferma – e che era alla base di tanti successi. Sicuramente i tifosi si erano abituati a vedere la squadra in alto, in campionati più importanti dell’attuale Prima Divisione. Adesso speriamo che il Como possa di nuovo risalire nella gerarchia del calcio nazionale».
Entusiasmo condiviso anche da Fernando Mazara, presidente del consiglio provinciale, che da decenni segue sugli spalti le vicende della squadra azzurra. «È giusto parlare del Como ai comaschi – spiega – ma allo stesso tempo non va dimenticato chi in questi anni ha garantito la continuità del club, anche in un periodo in cui i lariani erano latitanti e sono state cercate altrove persone disposte a gestire il club».
«Detto questo – aggiunge – è logico che sia contento per questa svolta. Adesso tutti dobbiamo essere uniti e stringerci alle persone che hanno deciso di investire e hanno avuto un grande coraggio».
Fernando Mazara si vuole soffermare proprio su questo aspetto: «Che il momento economico non sia semplice lo sanno tutti – afferma – ed è bello sapere che c’è chi intende investire nello sport con un progetto di rilancio».
Secondo il presidente del consiglio provinciale dovrà avere grande importanza il discorso del vivaio. «Inutile nasconderlo – conclude Mazara – la ricetta di molti club per sopravvivere è stata quella di valorizzare i ragazzi del settore giovanile per poi venderli a società importanti. E, senza andare troppo lontani, è quello che ha fatto a lungo il Como. Da qui, secondo me, dovrebbe ricominciare la nuova società».
Sulla stessa linea l’attore Leo Valli, che dice: «Mi ricordo i tempi di Benito Gattei, che si prese un sacco di critiche, ma che alla fine garantì 5 anni di serie A. Solo oggi, purtroppo, in molti si sono accorti del valore della sua gestione. L’auspicio è che dopo anni di alti e bassi con questo gruppo comasco ci sia una stabilizzazione – spiega ancora l’attore – e speriamo che vengano messe le basi per ritornare in un campionato più importante. Del resto, alla fine, sono i risultati che contano, e con la nostra squadra ad alti livelli aumenterebbe anche l’afflusso del pubblico allo stadio. Sarebbe, alla fine, un circolo “virtuoso” con un beneficio generale per tutti».

Massimo Moscardi

Nella foto:
I tifosi biancoazzurri festeggiano una promozione allo stadio Sinigaglia. Gli appassionati sperano di rivivere di nuovo questi momenti e hanno grandi speranze nei confronti del nuovo gruppo che controlla il club lariano

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