L’epidemia silente delle nuove demenze

Il professor Mario Guidotti

È in atto un’epidemia silente, subdola, nascosta, ma a ben guardare neanche tanto. Basta guardarsi intorno. Un milione di cittadini italiani stanno indementendo. Chi più chi meno, stanno perdendo capacità cognitive, facoltà mentali, tanto per capirci. E non parliamo soltanto di anziani che avanzano negli anni, ma anche di 50-60-70enni che non mantengono quelle abilità mentali in linea con l’età. Non è solo Alzheimer, non è soltanto arteriosclerosi, vi è un fiorire di nuove forme di demenza su base neurodegenerativa che allarmano.
Per ora solo la comunità scientifica se ne sta occupando ma, tra non molto dovranno tenerne conto anche le Autorità sanitarie, come pure il governo della nazione. Quello che più stupisce è poi la minimizzazione, la sottovalutazione del fenomeno ad opera di tutti, ad iniziare dalla classe medica. E poi, cosa che fa ancora più rabbia, sono riconoscibili e ben noti dei chiari comportamenti di popolazione a rischio di indementimento, per evitare i quali si fa poco o niente.
Non sono sul banco degli imputati soltanto i soliti fattori cardiovascolari: fumo, sovrappeso, sedentarietà, ipertensione arteriosa, diabete, aumento dei grassi del sangue, ma si tratta di abitudini, comportamenti, o meglio, mancanze di taluni di questi.
Per far capire il fenomeno useremo una similitudine: il cervello non è diverso da un’automobile che con l’età, come tutti gli organi, invecchia e si arrugginisce e tende insomma ad imbolsirsi. Se lasciamo la macchina ferma nel box, sarà sempre più difficile farla ripartire. Così è il cervello, se non lo si usa si ferma. E come si fa ad usarlo? Bisogna studiare, leggere e ripetere, fare conversazioni impegnative facendo appunto uso di memoria, oppure ancora curare la propria amministrazione, giocare a carte (possibilmente, qualcosa di più di rubamazzetto). E camminare tanto. Ovviamente tenendo anche d’occhio quei fattori di rischio cardio (e cerebro) vascolare appena elencati.
Di questo si parlerà mercoledì 13 giugno, dalla 17 alle 19, presso la sede del Corriere di Como ed Espansione Tv, in via Sant’Abbondio 4 a Como, in collaborazione con “Alice”, associazione che da sempre lotta contro l’ictus cerebrale e le sue complicanze. L’obiettivo è far conoscere alla gente come far invecchiare bene il proprio sistema nervoso.
Ci sarà un confronto aperto al pubblico con specialisti del settore. Verrà presentato un vero e proprio “decalogo” contro il fenomeno della “demenza” sociale, alla base di un precoce declino cognitivo. Si vorrà dimostrare che tale condizione non è un processo ineluttabile ed inarrestabile al quale fatalmente arrendersi, bensì una realtà fortemente contrastabile. Verranno poi prese in considerazione altre malattie con analoghi aspetti e verranno date delle “dritte” non solo a chi ne è già affetto, ma anche ai parenti, familiari e persone più vicine.
Mario Guidotti

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