Tasi, Erba e Olgiate Comasco danno l’esempio. Tili amara: «No allo Stato delle proroghe»

altI pasticci del fisco
Nella città brianzola aliquote approvate da tempo. Nel secondo caso si vota domani
(f.bar.) «Penso sia inevitabile una deroga, anche se è vero che uno Stato dove regna l’incertezza normativa non dà una buona immagine». È stata buona profetessa il sindaco di Erba, Marcella Tili, primo cittadino di uno dei pochi Comuni virtuosi in tema Tasi. Ieri sera, infatti, il governo ha fissato la proroga a settembre per chi abita nei Comuni che entro il 23 maggio non avranno deciso le aliquote.

Erba invece rientra in quel risicato 10% di amministrazioni che hanno già recepito le nuove normative, stabilendo le relative aliquote.
Il 16 giugno gli italiani saranno chiamati a pagare per la prima volta la Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili che, insieme alla Tari, ha sostituito l’Imu. Novità anche per gli inquilini, chiamati a pagare una quota tra il 10 e il 30 % della nuova tassa.
«Ci sembrava giusto e doveroso determinare il prima possibile queste cifre. Alla fine, purtroppo, saranno sempre i cittadini a dover pagare. Meglio dunque far sapere subito quanto. Così si potranno organizzare, spalmando nel tempo la spesa. Abbiamo avuto richieste in tal senso anche dagli artigiani, che così facendo possono organizzare il lavoro e le uscite anche in previsione di questa spesa ulteriore», ha detto sempre il sindaco di Erba.
«Spiace vedere come sia stata creata una vera a propria patrimoniale. Si è tolta l’Imu ed ecco la Tasi. È sinceramente inconcepibile, e ora arriverà l’inevitabile e ulteriore deroga. In ogni caso, noi abbiamo deciso e approvato il tutto nel bilancio preventivo», conclude Marcella Tili. A Erba «abbiamo previsto lo 0,25% su prima casa e lo 0,19% su tutto ciò che è considerata seconda casa e fabbricato industriale», spiega l’assessore competente Franco Brusadelli.
A oggi, su 8mila Comuni italiani solo 800 sono in regola. In via di determinazione – al fotofinish – invece le aliquote a Olgiate Comasco. «Siamo pronti. La votazione avverrà infatti domani sera in consiglio comunale», dice il sindaco del paese, Rita Livio.
«In votazione andrà l’aliquota stabilità e pari a 1,4 per mille per l’abitazione principale. Siamo prossimi alla scadenza e quindi si vota. Anche perché se poi non dovesse intervenire la proroga ci si troverebbe a dover applicare l’aliquota base per tutti», dice l’assessore al bilancio, Laura Molteni.

 

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