Eros lariano su “Playboy”

PERSONAGGI – Sul sito italiano della rivista di Hugh Hefner le opere dell’artista comasca Vania Elettra Tam
Una donna rosa-shocking, alle prese con l’asse da stiro, detersivi e accessori per le pulizie, sempre in abiti succinti o in intimo sexy. L’arte erotica lariana in versione “domestica” sbarca sul sito italiano della storica rivista sexy “Playboy”. E lo fa grazie ai dipinti colorati e soprattutto ironici dedicati a scene fumettistiche di vita quotidiana, ammiccanti ma mai volgari, della pittrice Vania Elettra Tam. Lei si mette in gioco nella rappresentazione delle sue eroine, che fisicamente

le somigliano e ne sublimano la voglia di sedurre e di stupire. Vania è stata selezionata con le sue pin-up dalla redazione del portale web del mensile del re delle conigliette Hugh Hefner con una serie di opere ispirate a temi erotici dal 2005 a oggi. Si trovano divise in quattro maliziose cartelle scorrevoli, su un’apposita pagina all’indirizzo web www.playboy.it.
«Sono felice di essere apparsa anch’io su “Playboy” – dice Vania Elettra Tam, che sul sito viene intervistata da Marco Infelise – Non è peraltro la prima volta che la rivista si occupa di me, ha già segnalato in passato alcune mie mostre. Mi ha contattata nel 2009, quando ho partecipato a una mostra dal titolo “Sex Toys” alla galleria Wannabee di Milano. Ora, grazie a questa intervista, il mio lavoro rimarrà sempre rintracciabile sul sito della rivista». «Chi legge “Playboy”, su carta e online – aggiunge – è un pubblico medioalto, in cui credo ci siano molti appassionati d’arte e cultura e quindi potenziali collezionisti».
Vania, che oggi vive a Milano, torna spesso sul Lario a esporre. Si è formata al Liceo Artistico “Giuseppe Terragni” di Como, poi l’Istituto Superiore di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco, a Milano, infine l’Accademia di Belle Arti “Naba” di Milano. Ma che cosa è per lei l’erotismo, nell’epoca degli scandali sexy che infiammano la politica? Nulla di scandaloso o di riprovevole, anzi. Tanto che nell’intervista cita una frase di Dacia Maraini («In una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c’è più sensualità che nel vero e proprio atto d’amore». E così la commenta: «Anche io spesso ritrovo la sensualità nelle cose più semplici come nelle linee morbide, negli accostamenti di colori armoniosi o in un contrasto azzardato. Nella mia pittura la sensualità spesso non è voluta, trapela in maniera spontanea, forse perché fa parte di me? naturalmente».
Per chi volesse toccare con mano l’arte di Vania, dovrà recarsi a Torino, dove il 25 febbraio inaugurerà una mostra nello spazio d’arte Sansovino, a cura del critico Edoardo Di Mauro, dal titolo Neo populart. Lo stesso curerà anche nel corso dell’anno un’altra mostra in cui apparirà Vania, Un’altra storia. Arte italiana dagli anni Ottanta agli anni Zero, in tre sedi, ancora a Torino, a Milano e a Como, nell’ex chiesa di San Francesco in largo Spallino.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Un dipinto su carta della serie “V&roTic Room” di Vania Elettra Tam, realizzato con pastello, grafite e colore acrilico

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