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Escursionista scomparso, ritrovato il corpo

Tragedia nel LeccheseIl guanzatese Luigi Sordelli era disperso sulla Grigna da gennaio(a.cam.) Cinque mesi dopo la scomparsa durante un’escursione sulla Grigna è stato ritrovato il corpo di Luigi Sordelli, 50enne di Guanzate, disperso dal 23 gennaio scorso sui monti lecchesi. Il cadavere è stato avvistato ieri mattina da due alpinisti ed è stato poi recuperato dal Soccorso Alpino. Un familiare ha già effettuato il riconoscimento.Gestore del rifugio “La Montanina”, come faceva spesso, il 23 gennaio scorso Sordelli era uscito per un’escursione sulla Grigna meridionale. Dell’uomo però

si erano perse le tracce. A dare l’allarme, non trovandolo, erano stati alcuni operai arrivati al rifugio per un intervento di manutenzione. Le ricerche, proseguite per giorni nonostante le condizioni climatiche avverse e l’elevato rischio valanghe, non avevano dato esito ed erano state sospese.

Ieri mattina, due alpinisti hanno notato un corpo in avanzato stato di decomposizione nel canale Scarettoni, sulla Grigna meridionale. I due hanno subito dato l’allarme. Si è levato in volo l’elicottero del 118 di Como e sono stati poi mobilitati gli uomini del Soccorso Alpino della delegazione di Lecco, che hanno recuperato il cadavere.Accanto al corpo non sono stati trovati documenti. Un familiare di Luigi Sordelli però ha già effettuato il riconoscimento, grazie allo zaino e agli oggetti personali dell’uomo, come confermato dai carabinieri di Mandello, nel Lecchese, intervenuti dopo il ritrovamento del cadavere sulla Grigna.In base alle prime ricostruzioni, il 50enne di Guanzate potrebbe essere stato travolto da una slavina durante l’escursione del 23 gennaio scorso. Il suo corpo è poi rimasto sotto la neve, che l’inverno scorso si è accumulata in quantità record. Ora l’innalzamento delle temperature e lo scioglimento delle nevi hanno permesso il ritrovamento del cadavere del comasco.Il corpo di Luigi Sordelli è stato ricomposto all’obitorio dell’ospedale Manzoni di Lecco. Già nella giornata di oggi però potrebbe essere restituito ai familiari per l’ultimo addio. Non ci sarebbe infatti alcun dubbio sulla dinamica del tragico incidente costato la vita al gestore del rifugio “La Montanina”, profondo conoscitore delle montagne lecchesi e vittima di un incidente proprio nelle zone che più amava.

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