Esempi virtuosi di unità e ottimismo

Il commento
di Lorenzo Morandotti

Poter accendere una luce nel buio, e non farlo, significa alimentarlo. Ma Como di fronte a un’ottima causa non si è tirata indietro. Nonostante la crisi. L’intenso abbraccio alla neonata delegazione lariana della Fondazione Veronesi è una notizia che si vorrebbe leggere tutti i giorni. La città si è riscoperta solidale, l’altra sera, indicando vie virtuose.

Da meditare a futura memoria, perché l’evento non resti isolato ma avvio di una prassi virtuosa votata all’ottimismo. Como ci ha messo la faccia. Ha coinvolto i nomi che contano, quella che a volte, anche con tono spregiativo e un po’ snob, si usa definire “la Como bene”. Che ha reagito ottimamente. Certo, è stata anche l’occasione per un cocktail assortito di mondanità e Vip. La liturgia lo impone, per garantire il successo pieno di una manifestazione che vuol fungere da esempio. Ma la notizia vera è che ci si è trovati uniti. Modalità alquanto rara per i comaschi, abituati in modo quasi morboso ai litigi e alle divisioni. Uniti, per di più, al Sociale, per sostenere scienze volte a migliorare la qualità della vita e a dare speranza a chi è nel tunnel del dolore. Vocazione mai sopita del Lario, quella per la ricerca, fin dai tempi remoti di Plinio il Vecchio e dai più recenti di Alessandro Volta. Fa bene constatare che non tutto è perduto.

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