Esercito di periti pronti a valutare i gioielli di famiglia

altUn segno della crisi
(p.an.) In provincia di Como ci sono 617 periti ed esperti iscritti in Camera di Commercio che possono attribuire il valore a gioielli e preziosi, autenticare quadri o altre opere d’arte, valutare una collezione di francobolli.
Si tratta di un chiaro segno della crisi, secondo l’ufficio studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza, che ieri ha diffuso un’indagine a livello lombardo e nazionale. In questo elenco di professionisti, è vero, ci sono anche i periti più “tradizionali”, che firmano traduzioni giurate e stimano il valore di case o immobili.

Ma anche il numero di chi è in grado di valutare beni e gioielli di famiglia è in costante aumento. Il ruolo, tra l’altro consente di effettuare perizie anche su beni singolari, dai tartufi ai legnami esotici, dalle vacche ai maialini. A livello geografico, la Lombardia è la regione dove si trovano più esperti (4.741), seguita dalla Campania (3.926) e dalla Sicilia (2.584). Napoli con 2.223 periti iscritti precede Milano (1.761) e Roma (1.053) tra le province. La percentuale dei periti che si occupano di preziosi e di arte è del 14% a livello lombardo. Como si trova in decima posizione su scala nazionale e al secondo posto in Lombardia, dopo la metropoli. Difficile dire se questa sia una conseguenza della ricchezza delle famiglie lariane oppure del periodo che spinge verso i banchi dei pegni.

Nella foto:
Una collana d’oro portata al banco dei pegni per essere valutata

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