“Esplode” l’evasione fiscale: raddoppiano i redditi non dichiarati

Sul Lario nascosti alla tassazione 728 milioni di euro: nel 2010 erano 488
Lario, terra di evasori. Sembra essere questo il quadro drammatico emerso dai numeri relativi al 2011 diffusi ieri dalla guardia di finanza di Como. Non serve arrovellarsi troppo per trovare conferme a questo assunto. Basta scorrere i freddi numeri per farsi impressionare da quanto raccontano. Solo negli ultimi dodici mesi, ad esempio, le fiamme gialle hanno scoperto redditi nascosti alla tassazione per un totale di 728 milioni di euro. Un dato già di per sé impressionante che lo diventa ancora di più se confrontato con quello del 2010 che si era fermato a 488 milioni di euro (l’incremento è stato addirittura del 50%).
La finanza ha accertato al riguardo un’evasione fiscale dell’Iva per oltre 64 milioni di euro (cifra stabile rispetto al precedente rilievo) e di Irap per altri 9 milioni di euro.
E siamo solo all’inizio del viaggio all’interno del mondo dei “furbetti” dell’evasione al fisco, tour che non può non approdare anche ai dati relativi agli evasori totali, quelli cioè che non dichiarano nemmeno un centesimo e che dunque vivono per grazia ricevuta. Bene, nel 2011 l’attività degli uomini delle fiamme gialle ha portato ad individuare 62 comaschi che hanno omesso di presentare una seppur minima dichiarazione, un numero che rimane stabile se confrontato con il 2010.
Verrebbe da dire, insomma, che il mondo degli evasori totali non conosce crisi. «Detto questo – sottolinea il colonnello Marco Pelliccia, comandante provinciale delle fiamme gialle – in questa categoria figurano anche piccoli imprenditori, magari che non guadagnano cifre stratosferiche pur non dichiarando nulla. Per questo la nostra attività è rivolta soprattutto verso le grandi evasioni fiscali, quelle che permettono di fare cassa e dunque di essere utili alla nostra Italia in questi mesi difficili. Evasione in crescita? Non lo so, si può anche dire che forse siamo stati più bravi noi a scovare i delinquenti». Ai 62 evasori totali, la finanza aggiunge altri 19 elementi definiti “evasori paratotali”, ovvero una qualifica che spetta di diritto a chi «occulta importi superiori alla metà del reddito conseguito». Per tutti questi fantasmi del fisco, la base imponibile complessivamente nascosta alla tassazione è stata di 178 milioni di euro.
E poteva mancare, in questo mondo di frodi, anche chi ha chiesto aiuti economici – in particolar modo ai servizi sociali – pur non possedendone i requisiti? Certo che no. Fatto ancor più disgustoso perché finisce con il colpire chi invece di quegli stessi aiuti avrebbe realmente bisogno. La guardia di finanza, attiva pure su questo fronte, ha rilevato che su 165 interventi nei confronti di cittadini beneficiari di prestazioni sociali agevolate, in 27 casi (il 16%) i requisiti non avrebbero consentito gli aiuti economici poi percepiti.
«C’è un elemento che però ci conforta – ha proseguito il colonnello Pelliccia – È il numero di contribuenti che chiedono spontaneamente di aderire ai rilievi mossi dalla finanza, consentendo dunque un risparmio di tempo e di conseguenza una immediata riscossione degli importi a loro contestati». Una cifra che si è attestata intorno al milione e 200mila euro. Ma come si combatte l’evasione?
«Uno strumento molto utile di cui disponiamo ora è il sequestro per equivalente – dice ancora il comandante Pelliccia – In pratica, possiamo aggredire i beni dell’indagato anche se non collegati al reato. E questo è un deterrente forte». In quanto chi commette un’infrazione sa che non andrà incontro ad anni di attesa per le indagini e, forse, al processo, ma che in pochi giorni i suoi beni come l’auto o la casa potrebbero essere “aggrediti” dalla confisca o dal sequestro per l’equivalente della somma contestata. Basti pensare che nel 2011 questo strumento ha avuto un incremento del +192%, passando da 4,8 milioni di euro confiscati a 14 milioni tra denaro, conti correnti, automezzi, quote societarie, immobili oppure terreni.
C’è infine l’ultimo capitolo dell’evasione, quello degli scontrini fiscali: qui la situazione sembra essere lievemente migliore rispetto ad altri argomenti. Nei 6.600 controlli del 2011, la guardia di finanza ha riscontrato 679 violazioni (il 10%) per scontrini fiscali non emessi.
E proprio su questo versante a destare particolare impressione è il numero sempre maggiore di cittadini che impugnano la cornetta del telefono per denunciare la mancata emissione di scontrini fiscali oppure di ricevute. Argomenti, questi ultimi, che nelle denunce telefoniche hanno riguardato il 54% dei casi riferiti al numero 117 della sala operativa delle fiamme gialle. Telefonate cresciute, in dodici mesi, del 70% rispetto all’anno 2010.
«Finalmente – conclude il colonnello Pelliccia – sembra passare il concetto che chi evade il fisco non è un furbo ma un delinquente. E questi numeri relativi alle telefonate dei cittadini sono per noi un dato molto importante».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il colonnello Marco Pelliccia legge i numeri riassuntivi dell’attività della guardia di finanza di Como nel 2011 (foto Mv)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.