Cronaca

Esplosione all’alba in una villetta. Ustionato grave un 23enne di Drezzo

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Le cause – Lo scoppio sarebbe stato provocato da una fuga di gas metano
Salvi per miracolo gli altri tre abitanti della casa. Il sindaco: «Una cosa mai vista»

Un botto tremendo. Udito a centinaia di metri di distanza. Calcinacci, mattoni, pezzi di legno e di tegole scaraventati lontano come proiettili impazziti e potenzialmente letali.
Schegge volate a infrangere vetri, tetti e tutto quanto incontravano sulla loro traiettoria. Poteva essere una strage, all’alba di ieri, in via Como a Drezzo, all’altezza del civico 10. Invece, il bilancio parla miracolosamente di un ferito grave (ma che non sarebbe in pericolo di vita) e di tanto spavento.
Oltre
ovviamente agli ingenti danni ben visibili nel servizio fotografico che accompagna questa pagina. Una fuga di gas metano, alle 5 e 10 minuti di ieri, ha letteralmente polverizzato la casa abitata dalla famiglia Strupler: il padre, originario del cantone Turgovia in Svizzera e da 27 anni in Italia, la moglie, il fratello della moglie e il figlio.
Quest’ultimo, Michael, 23 anni, è il ferito. Le lesioni non sono state riportate in seguito all’esplosione, bensì nelle concitate fasi successive al botto.
Nel tentativo, cioè, di spegnere le fiamme che si erano propagate. Una fatica che è costata al 23enne ustioni di secondo e terzo grado alle mani, ma anche al torace e al viso, per un totale del 15% della superficie corporea.
Il giovane è stato trasportato d’urgenza al Sant’Anna dove è stato ricoverato in Rianimazione. Nel pomeriggio è poi stato trasferito nel reparto Grandi ustionati dell’ospedale di Genova. Le sue condizioni, come detto, sono gravi ma il 23enne non sarebbe in pericolo di vita.
Sul posto si sono recati ben cinque mezzi dei vigili del fuoco, oltre al 118, ai carabinieri della stazione di Gaggino-Faloppio, alla polizia locale del paese e alla Protezione civile.
L’intera area è stata posta sotto sequestro dal magistrato di turno in Procura a Como, il pubblico ministero Mariano Fadda. Via Como, teatro dell’esplosione, è rimasta chiusa al traffico per tutta la mattinata per consentire la messa in sicurezza della zona. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire l’accaduto. Al momento l’ipotesi più accreditata è che si possa essere trattato di una fuga di gas metano, risalito fino all’ultimo piano della villetta, saturandolo. Poi, una minima scintilla potrebbe aver scatenato l’inferno, facendo letteralmente esplodere il tetto e il resto della casa.
A salvare gli abitanti della villetta, quattro persone, è stato il fatto che tutti dormivano al piano terra, quello che ha subito di meno la violenza della deflagrazione. «Poteva essere un disastro – dice il sindaco di Drezzo, Cristian Tolettini, ancora scosso – Mi sono presentato qui pochi minuti dopo lo scoppio e ho trovato una situazione incredibile. Mai visto nulla di simile a Drezzo. Adesso vedremo con l’amministrazione come aiutare questa famiglia».
«Siamo arrivati nel giro di 10 minuti – dice Christian Benaglio, vicecoordinatore della Protezione civile di Drezzo – Uno scenario pesante, ci siamo preparati al peggio ma fortunatamente non è successo nulla di grave, un ferito e gli altri illesi».
Giuseppina Copis è una vicina della famiglia Strupler. «Mi sono aggrappata a mio marito e ho detto: il terremoto. C’è stato un tonfo, poi un boato incredibile».
«Abbiamo sentito come un tuono – dice invece Giovanni Pontiggia – Ho provato ad uscire per vedere cosa fosse successo, ma l’esplosione aveva fatto volare le chiavi fuori dalla toppa».

Nella foto:
Ecco ciò che resta della villetta dopo l’esplosione (foto Mv)
25 maggio 2012

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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