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Esplosione all’Ecosfera di Bulgarograsso. I tre indagati hanno scelto di patteggiare

Era il febbraio del 2018 quando, nel territorio comunale di Bulgarograsso, una impressionante esplosione sconvolse l’Ecosfera (azienda che si occupa di solventi e rifiuti speciali), con nove operai che rimasero feriti da ustioni, inalazione di fumi e contusioni varie.La Procura di Como aveva indagato su quanto accaduto, iscrivendo tre nomi sul proprio registro.Le accuse ipotizzate dal pubblico ministero Simone Pizzotti, che aveva potuto contare sul lavoro di un consulente e del nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri di Como, parlavano di lesioni colpose e incendio colposo.Gli operai feriti (con prognosi dai 10 ai 90 giorni) erano già stati tutti risarciti dall’azienda che in questi anni, pur dovendo rinunciare a una parte di attività, ha comunque continuato a operare garantendo il posto di lavoro ai numerosi dipendenti.Ieri mattina, tuttavia, di fronte al giudice dell’udienza preliminare di Como, Francesco Angiolini, era in programma l’udienza per definire i patteggiamenti avanzati dai tre indagati, accordi sulla pena che sono stati tutti ratificati. Si è andati da un minimo di un anno (per due delle persone iscritte sul registro del pubblico ministero) fino ad un massimo di un anno e sei mesi. La pena è sospesa per tutti ed Ecosfera è stata sanzionata per una cifra quantificata in 20mila euro.In aula a difendere le parti a processo c’erano gli avvocati Davide Giudici ed Edoardo Pacia del foro di Como, più Marco Coda del foro di Milano.La vicenda risale al 7 febbraio del 2018.Nel primo pomeriggio, un fortissimo boato udito a chilometri di distanza aveva sconvolto la quotidianità dell’azienda che si occupa di solventi e rifiuti speciali. Tutta l’area della Ecosfera, a eccezione degli uffici, era stata messa sotto sequestro e la Procura aveva disposto gli accertamenti tecnici urgenti per ricostruire i motivi che portarono all’esplosione. Il boato, al quale era seguito un incendio, aveva distrutto un serbatoio, scagliandone i pezzi nel vicino campo di golf di Monticello. La pesante struttura fu infatti recuperata all’interno delle buche e dei green del club, per fortuna senza che avesse colpito nessuno lungo la sua pericolosa parabola.

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