Esportazioni in discesa, tiene l’Unione europea, calano Svizzera e Russia
Cronaca, Economia

Esportazioni in discesa, tiene l’Unione europea, calano Svizzera e Russia

Volumi leggermente ridotti per l’export comasco, ma comunque positivi se raffrontati con l’inizio della  crisi economica del 2008.
Secondo i dati diffusi ieri dalla Camera di Commercio di Como, nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni della provincia si sono attestate a quota 4,04 miliardi di euro, con un calo dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. La variazione sul 2008, come anticipato, permane invece positiva: +4,1%. «L’export ha svolto un ruolo fondamentale di sostegno dell’economia comasca» spiegano dall’ente di via Parini.
Quelle lariane nel 2016 sono risultate il 4,9% del totale delle esportazioni regionali. A livello lombardo i flussi sono risultati in leggera crescita (+0,4%) sul 2015 e +5,0% sul 2008. Nei primi nove mesi dell’anno scorso non si è ancora avvertito l’effetto Brexit sugli scambi (il referendum del resto è del 23 giugno). Le esportazioni verso il Regno Unito hanno generato affari per 253,5 milioni di euro, +9,0% rispetto ai primi nove mesi del 2015, ma in crescita addirittura di oltre il +42% sul 2008). È però l’Unione europea a tenere in piedi le realtà comasche. La Germania consolida il suo primato con 591 milioni di euro (+6,9% rispetto al 2015, -0,2% sul 2008), ovvero il 14,7% dell’export di Como (era il 15,3% nel 2008). Il mercato francese conferma la seconda posizione con 466 milioni, stabile rispetto al 2015, ma ancora in ritardo (-4,3%) sul 2008.
Al terzo posto si attesta la Svizzera, anche se in calo a 356 milioni (-14,9% rispetto al 2015, ma ancora +35,5% sul 2008). Bene invece la Spagna (con oltre 249 milioni, +7,0% sul 2015), quindi Polonia, Belgio, Portogallo, Emirati Arabi Uniti, Romania, Repubblica Ceca e Tunisia.
Nel periodo gennaio – settembre 2016 l’export è risultato in calo verso gli Stati Uniti (-2,3% nell’ultimo anno, ma ancora in recupero rispetto al 2008) e la Cina (un preoccupante -7,3% rispetto al 2015, anche se rimane ancora ottima la performance sul 2008). Esportazioni in diminuzione anche verso Paesi Bassi, Turchia, Russia, Ungheria, Arabia Saudita, Hong Kong, Giappone, India, Canada, Corea del Sud, Australia, Brasile.
Rispetto al 2015, tra le province limitrofe, quella di Varese perde terreno (-7,6%). Anche Monza (-1,2%) e Sondrio (-1,7%) sono in arretramento; Lecco ha dimostrato maggiore tenuta (+0,3%). Molto dinamici i territori di Lodi, Milano, Mantova, Bergamo.
Riguardo alle categorie merceologiche, nel periodo gennaio – settembre 2016 il tessile e i macchinari sono in contrazione (-3,2% e -11,0%) rispetto ai buoni risultati del 2015, mentre i mobili (-0,6%) riescono a confermare le prestazioni dell’anno prima.
Con riferimento agli stessi mesi del 2008, spiccano le difficoltà del tessile (-11,5% di valore esportato) e dei macchinari (-20,0%), a fronte di un’ottima performance del comparto dell’arredamento (+9,1%).
Bene i prodotti chimici, farmaceutici e fibre sintetiche, in costante crescita: +73,1% rispetto ai primi nove mesi del 2008.

Paolo Annoni

23 Gennaio 2017

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Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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